«A sbalzo neanche un metro di pista» 

Il presidente della Comunità Malfer: «Saranno riutilizzate le vecchie gallerie e dove non si potrà si scaverà nella roccia»


di Gianluca Marcolini


RIVA. «Neppure un metro di tracciato verrà realizzato a sbalzo. Nemmeno un metro». Mauro Malfer è forse il vero promotore della fase trentina di quell’operazione che punta a creare sulle sponde del lago di Garda la più importante pista ciclabile d’Europa. Il presidente della Comunità dell’Alto Garda e Ledro ha deciso di investire tempo (suo) e risorse (dell’ente) per portare in porto un’iniziativa che nei piani dei suoi fautori dovrebbe riversare sul territorio altogardesano consistenti benefici in termini di promozione turistica e di indotto economico.

In questi giorni si sta parlando molto della futura ciclabile del Garda soprattutto alla luce dei lavori che sono in corso di esecuzione nel tratto fra Limone e il confine con Riva e il Trentino (il cantiere procede spedito e dovrebbe concludersi entro l’estate) dove la pista sta sorgendo in buona parte a sbalzo sul lago, con l’inserimento nella roccia di travi e putrelle per dare forma all’intelaiatura in ferro su cui poggerà la passerella in legno. Una soluzione tecnica che sta preoccupando molti, a tal punto che è nato un fronte, composto in particolar modo dagli ambientalisti, per dire no all’ipotesi progettuale di una ciclabile a sbalzo sul lago anche nel tratto trentino. Il Coordinamento Ambientalista (Italia Nostra, Wwf, Amici della Terra, Comitato per lo Sviluppo Sostenibile, Comitato Salvaguardia Olivaia) e l’associazione Riccardo Pinter hanno organizzato una serata per parlare della ciclabile del Garda e di «come tutelare il paesaggio»: l’incontro è in programma domani, alle 20.30, nella sala dell’ex biblioteca alle Damiano Chiesa, con relatori Paolo Matteotti, Fulvio Zezza e Filippo Prosser. «All’incontro sarà presente il nostro responsabile dell’ufficio tecnico Gianfranco Zolin – anticipa Malfer – così potrà fornire al pubblico presente tutte le informazioni relative al progetto. Tra l’altro ho già incontrato Paolo Matteotti con il quale ho avuto un confronto costruttivo. La nostra priorità è realizzare la ciclabile tutelando l’ambiente e il paesaggio, per questo motivo abbiamo scelto come soluzione progettuale quella di ricavare il tracciato riutilizzando il sedime delle vecchie gallerie già esistenti. Laddove non sarà possibile farlo andremo a scavare nella roccia proprio per evitare di uscire a sbalzo sul lago. Lo abbiamo concordato con la Provincia già da tempo e non certo sull’onda delle polemiche di queste settimane: è una nostra precisa volontà».

Malfer, lunedì, incontrerà a Trento l’assessore Gilmozzi, assieme ai sindaci dell’ambito, per fare il punto sull’opera.

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