la vittima

Renato Fornaciari, l’architetto (adottato dal Trentino) con la passione del volo

Era tra i fondatori dell’Associazione italiana piloti di montagna il pilota morto nell’incidente di Asiago: aveva 73 anni (foto aipm)



TRENTO. Renato Fornaciari, il pilota morto per un infarto oggi (23 maggio) ad Asiago a 73 anni, dopo essere riuscito miracolosamente ad atterrare con il suo biplano con a bordo un cameraman, era molto noto in Trentino dove viveva da anni e dove aveva lo studio di architettura con Manuela Bruschetti. Di professione era infatti architetto ma amava da sempre il volo. 

Originario di Parma ma trentino d’adozione, nel 1986 era stato tra i fondatori dell'associazione italiana piloti di montagna (Aipm), di cui era tutt'oggi vicepresidente vicario, mentre nel 2002 gli viene conferito il titolo di “pioniere del progresso aeronautico”.

Nel 1978 ottiene il brevetto d’aliante, nel 1980 quello di pilota a motore: poi consegue l’abilitazione al traino alianti, al lancio paracadutisti e il basico di acrobazia aerea. Era abilitato anche al volo in montagna grazie al corso “Adamello” della scuola nazionale di volo in montagna di Trento: poteva effettuare decolli e atterraggi su terreni naturali, in pendenza, con fondo erboso o innevato e ghiacciai.

Nella sua vita ha pilotato oltre 30 tipi diversi d'aereo: dal Piper J3 c al grosso biplano Antonov An 2 con il quale aveva compiuto voli umanitari in Paesi dell’Est come Bulgaria e Romania. Dal 1982 al 1986 è presidente dell’AeroClub di Trento. La distinzione la ottiene tuttavia pilotando il Tigher Moth: è proprio questo il biplano su cui viaggiava oggi ad Asiago quando un infarto se l’è portato via.













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