«Stadio e Olimpiadi: serve l’analisi della sostenibilità»

Baselga di Piné. L’ex presidente della Provincia e ora consigliere di minoranza del Patt, Ugo Rossi, ha presentato un’interrogazione sulle Olimpiadi 2026 e in particolare sullo stadio del ghiaccio di...


Giorgio Andreotti


Baselga di Piné. L’ex presidente della Provincia e ora consigliere di minoranza del Patt, Ugo Rossi, ha presentato un’interrogazione sulle Olimpiadi 2026 e in particolare sullo stadio del ghiaccio di Baselga di Piné, chiedendo, in sostanza, “a che punto è la valutazione della sostenibilità economico-finanziaria”.

L’interrogazione

In premessa Rossi scrive «che con atto politico sulla scorta di quanto deliberato all’unanimità nell’ottobre 2019 la giunta provinciale si impegnava a verificare se si possono adottare soluzioni più sostenibili dal punto di vista finanziario per un approntamento delle strutture in cui svolgere le gare olimpiche di pattinaggio su ghiaccio di velocità, da cui la sostenibilità economico finanziaria della copertura dello Stadio del ghiaccio di Baselga di Piné. Per la realizzazione dell’evento si prevede di effettuare un investimento di 37 milioni di euro per lo stadio del ghiaccio di Baselga di Piné Una spesa considerevole, soprattutto se rapportata ad altre esigenze infrastrutturali del Trentino. Una spesa di tale entità non può prescindere da un’attenta analisi dei costi, della sostenibilità sul medio-lungo periodo della gestione dell’opera e dei riflessi diretti e indiretti sull’economia della zona interessata ad ospitare la struttura».

Le reazioni nel Pinetano

Abbiamo sentito il parere del presidente del consiglio comunale di Baselga, ed esponente locale della Lega Carlo Giovannini il quale sostiene che «ospitare le Olimpiadi 2026 è una opportunità unica, non solo dal punto di vista sportivo ma anche e soprattutto è l’occasione di mettere in evidenza il nostro splendido territorio e realizzare anche tutta una serie di infrastrutture di contorno che faranno fare all’altopiano un salto di qualità. Saranno necessari investimenti culturali e infrastrutturali tali da creare un nuovo modo di concepire il turismo ed il nostro vivere quotidiano. Le Olimpiadi dovranno rappresentare un’occasione per disegnare l’Altopiano di Piné dei prossimi 20-30 anni, per condividere una nuova visione di sviluppo economico, turistico e sociale del Trentino, per progettare una mobilità di tipo sostenibile e innalzare la qualità di vita nel nostro territorio. Non mi nascondo la difficoltà del momento, la necessità di porre la massima attenzione oggi sulla sanità, ma non possiamo arrenderci, ora, a mere discussioni politiche; dobbiamo vivere oggi, ma pensare anche al domani».

La posizione del sindaco

Il sindaco Alessandro Santuari ha precisato che «siamo in contatto continuo con la Provincia per l'aggiornamento sull'avanzamento delle attività. Sono state eseguite verifiche ambientali (sondaggi sia in superficie che in profondità), per analizzare possibili criticità nel sottosuolo e permettere un'analisi più accurata. Siamo consapevoli che prima di dare il via a soluzioni definitive vadano attentamente valutate tutte le potenziali criticità. Questo evento comporterà, se correttamente dimensionato e strutturato, una positiva ricaduta sia della struttura che delle opere al contorno sull'altopiano nella sua interezza oltre che sulle aree limitrofe. Dal punto di vista sportivo sono difficilmente comparabili soluzioni alternative sia per localizzazione della struttura (1000 metri di quota, pista più prestazionale), che per storia dell'impianto e prospettiva di effettivo utilizzo. La location dell'impianto può completare inoltre un'offerta sportiva ma anche turistica che avvantaggerebbe l'intero territorio trentino».













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