consiglio regionale

Offese sessiste, ma Savoi resta in ufficio di presidenza

I Verdi accusano: “Gli insulti alle donne non sono motivo sufficiente per dimettersi”



TRENTO. Aveva rivolto offese sessiste alle consigliere Alessia Ambrosi e Katia Rossato, “colpevoli” di aver lasciato la Lega per Fratelli d’Italia. Subissato di critiche, Alessandro Savoi si era dimesso da presidente della Lega trentina

Ma resta tranquillamente nell’ufficio di presidenza del consiglio regionale. 

Lo fanno sapere i Verdi altoatesini. “A quanto pare sessismo e offese alle donne non sono motivo sufficiente per dare le dimissioni. Tra grandi difficoltà e tentativi di impedire la discussione da parte del Presidente Paccher, si è parlato oggi in Consiglio regionale dalla “causa Savoi”. Il segretario questore Savoi, ci si ricorderà, dopo il loro passaggio a un altro partito aveva definito “t...e”  le consigliere regionali Ambrosi e Rossato”.

In seguito, 16 consiglieri regionali avevano firmato un documento in cui chiedevano al Presidente le dimissioni di Savoi dall’incarico che ricopre all’interno dell’ufficio di presidenza.

“Nel corso del dibattito  – scrivono Brigitte Foppa, Lucia Coppola, Riccardo Dello Sbarba e Hanspeter Staffler -

è stato chiesto più volte a Savoi di prendere posizione e di rassegnare le dimissioni. Molti consiglieri hanno dichiarato espressamente che, dopo le sue esternazioni, la presenza di Savoi in Presidenza, dove rappresenta tutto il Consiglio regionale, non è più accettabile. Savoi ha mantenuto il silenzio a lungo per poi finalmente intervenire alla fine del dibattito, dichiarando di aver compiuto un errore, ma che non pensa assolutamente a dare le dimissioni. Così la questione è ora in mano alla maggioranza politica”.

Il gruppo regionale dei Verdi  chiede alla maggioranza, soprattutto alla Svp che è decisiva, “di dare un chiaro segnale in occasione del passaggio di presidenza che avverrà nel mese di maggio. Se la maggioranza Svp-Lega dovesse continuare a sostenere Savoi all’interno dell’Ufficio di presidenza, sarebbe una grave dichiarazione su che cosa sia pensabile e dicibile nella nostra Regione. E tutto l’impegno per respingere la violenza e l’odio contro le donne verrebbe vanificato”, concludono i Verdi.













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