Caldes - La richiesta di Ferrari al sindaco Maini 

«Fate un consiglio sul biomonitoraggio»

Caldes. Un Consiglio comunale convocato d’urgenza in adunanza aperta per discutere dei dati emersi dal “progetto di biomonitoraggio della qualità ambientale per la presenza di agrofarmaci e metalli...



Caldes. Un Consiglio comunale convocato d’urgenza in adunanza aperta per discutere dei dati emersi dal “progetto di biomonitoraggio della qualità ambientale per la presenza di agrofarmaci e metalli pesanti in Val di Sole”. Ma anche dei provvedimenti adottati negli ultimi dieci anni dall’amministrazione comunale di Caldes su questa tematica.

A richiederlo con una lettera aperta al sindaco di Caldes Antonio Maini è Salvatore Ferrari, ex presidente della sezione trentina di Italia Nostra onlus che già in occasione del workshop “Una nuova alleanza per una Val di Sole sostenibile” era intervenuto per sottolineare la parzialità degli attori invitati alla tavola rotonda.

“Alcuni dati, in particolare quelli rilevati a Mostizzolo e a Caldes relativi alla presenza di agro farmaci – scrive Ferrari –, appaiono per molti aspetti davvero preoccupanti, in particolare per possibili ricadute negative sulla salute dei cittadini”.

Sull’esito del progetto di biomonitoraggio, sull’uso dei pesticidi e sulla loro incidenza sull’ambiente e sulla salute della popolazione della Val di Sole, nei giorni scorsi sono state inoltre inviate al presidente del Consiglio Provinciale Walter Kaswalder due interrogazioni, una da Lucia Coppola e l’altra da Alex Marini. Ferrari ha anche invitato Kaswalder ad avanzare in Ufficio di presidenza la proposta di organizzare una conferenza d’informazione in materia di “Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari”. Da qui la richiesta al sindaco, in qualità di “cittadino-elettore di Caldes”, di convocare un Consiglio comunale straordinario, al quale invitare quali relatori i promotori del “progetto di biomonitoraggio”, ma anche il dirigente generale dell’Appa e il direttore generale dell’Apss, che “potranno così informare la cittadinanza sulle eventuali indagini sulla qualità dell’aria, del suolo e dell’acqua avviate nel Comune e magari illustrare i dati di quello “studio epidemiologico per rilevare gli effetti sulla salute delle persone nelle zone in cui vengono effettuati i trattamenti”, annunciato quasi 9 anni fa dall’allora assessore all’agricoltura della Comunità della Val di Sole Massimo Leonardi”. F.B.













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