Cles, il primario Bertagnolli in pensione 

Dal 2005 è stato a capo del reparto di Medicina interna e Pronto soccorso dell’ospedale civile Valli del Noce


di Giacomo Eccher


CLES. Con il 1 gennaio 2018 è in pensione il dottor Cornelio Bertagnolli, primario di Medicina Interna e cardiologo dell’ospedale Valli del Noce di Cles.

Un medico ed un professionista difficile da sostituire, perché il dottor Bertagnolli, che guidava il reparto da oltre 12 anni, era figura di punta del nosocomio noneso. «Adesso potrò finalmente fare il marito, il padre e tra qualche mese anche il nonno» - ci ha detto il medico che abbiamo incontrato ieri nella sua casa di Sanzeno.

Classe 1953, il dottor Bertagnolli ha alle spalle una carriera medica di quasi quarant’anni e nessuna intenzione di appendere lo stetoscopio al chiodo. Tra pochi giorni infatti avrà a disposizione un ambulatorio di Cardiologo al Centro Medico Salute di Cles, in viale Degasperi, e alla Tecnomed di Trento Sud. All'ospedale Valli del Noce, in attesa del nuovo primario, il dottor Bertagnolli è sostituito con un incarico di facente funzione dal dottor Renzo Franch, gastroenterologo.

Laureato a Padova con la lode, Bertagnolli si è specializzato in Medicina Interna a Padova e in Cardiologia a Milano. Cardiologia è stata infatti fin da subito la sua vocazione e dopo i primi sette anni in corsia a Cles, è approdato per più di dieci anni all'U.O. di Cardiologia a Rovereto con il dottor Marcello Disertori che ha poi seguito a Trento, al Santa Chiara, per una decina d'anni.

Nel 2005 l'arrivo a Cles come primario di Medicina Interna e Pronto Soccorso, reparti che in questi anni, grazie alla sua capacità ed intraprendenza anche nei rapporti con il territorio ed a un’ottima squadra di collaboratori medici e di infermieri, si sono trasformati in servizi di eccellenza, attrattivi anche oltre le due valli del Noce. «La professione medica, soprattutto per chi ha anche responsabilità organizzative, nel corso di questi ultimi tempi è molto cambiata appesantendosi di incombenze burocratiche sempre più complesse. Io ho studiato per curare le persone, quello è il vero compito del medico anche se mi rendo conto perfettamente che la complessità dei rapporti con i collaboratori e con l’Azienda Sanitaria ai vari livelli richiede anche questo impegno sempre più gravoso anche se necessario, ma che non può assolutamente essere prioritario».

In quarant'anni la professione del medico è cambiata profondamente sia per le conoscenze, sia per le strumentazioni sempre più sofisticate a seguito delle scoperte e della ricerca. «Quando ho incominciato io, tanto per fare un esempio, gli antibiotici a disposizione erano pochi, non esisteva la TAC, la Risonanza Magnetica era sconosciuta e l’Ecografia muoveva i primi passi, la protesica assente….» La medicina si è evoluta in modo veloce e strepitoso cancellando molte delle vecchie malattie, ma ora si deve confrontare con la diffusione di altre come le patologie cardiovascolari, cerebrovascolari e neurovascolari, le patologie oncologiche, che allora erano più rare e diverse; ora sono presenti numerosissimi pazienti che hanno subito interventi di ogni tipo, "bionici", che hanno le nuove patologie o condizioni di malattia. «Cambiamenti che hanno costretto a rivoluzionare l'organizzazione sanitaria e credo che a Cles si sia stati all'altezza dei tempi nei vari reparti in cui è articolato l'ospedale» - afferma Bertagnolli.













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