giovani agricoltori

La professoressa Carla, dalla cattedra ai vigneti di Pergine

Carla Bortolotti ha lasciato il lavoro di insegnante per dedicarsi all’azienda di famiglia: uve, ciliegie, fattoria didattica e agriturismo. “Quando serve salto sul trattore”


Carlo Bridi


TRENTO. Chi l’avrebbe mai detto che una laureata in geografia con master sulla valorizzazione delle Dolomiti nell’ambito di un progetto Unesco, avrebbe lasciato il posto di lavoro di insegnante per diventare imprenditrice agriturista e non solo? Succede a Pergine Valsugana a Carla Bortolotti, figlia d’arte perché mamma Armanda (per anni dirigente a livello provinciale dei Clubs 3P negli anni d’oro) e papà Diego avevano realizzato molti anni orsono un locale agrituristico per integrare l’attività agricola. 

Ebbene, dopo il master la professoressa Carla ha deciso di abbandonare la professione e di dedicarsi all’attività agricola di famiglia assieme al fratello anche lui con laurea non agricola. Ma ha voluto partire con il piede giusto per questo sta frequentando il corso delle 600 ore organizzato dalla FEM in quanto le sue lauree non son riconosciute ai fini dell’ottenimento del brevetto professionale agricolo.

Ma Carla non si è scomposta anzi, con molta umiltà giudica il corso della FEM molto interessante per chi aveva una formazione superiore di tutt’altro tipo. Ha fatto anche domanda per l’ottenimento del premio d’insediamento ed è in graduatoria: appena avrà maturato il requisito della professionalità con il corso, farà domanda di liquidazione. Con l’aiuto previsto dal premio punta all’acquisto di un nuovo terreno sul quale piantare le viti sempre per la produzione del base Trento Doc, ma anche al rinnovo delle attrezzature di cucina e del laboratorio per la produzione di succhi e confetture.

Da subito quando è entrata in azienda al primo gennaio 2021 con il fratello Lorenzo e mamma Armanda ha costituito una società agricola semplice che gestisce l’azienda che per la verità è diversificata in quanto siamo in presenza di un azienda multifunzionale. “Ognuno di noi – spiega –  si è specializzato in un ramo dell’azienda, ma tutti siamo intercambiabili. Se c’è bisogno anch’io salto sul trattore oltre alle mie attività di trasformazione e fattoria didattica”.

Ma il primo segnale forte dato è stato quello di passare subito dalla produzione integrata quella biologica. Ora, è al secondo anno di conversione per i 2.5 ettari di meleti.

I 2,5 ettari di vigneti tutti collocati nella parte collinare verso Serso e Viarago (dove Carla ha sistemato sei arnie, altra sua grande passione) sono tutti coltivati biologicamente e l’unica uva prodotta è la Chardonnay che poi viene venduto direttamente alle Cantine Ferrari dove diventa il famoso spumante.

Un ettaro di terra per arrivare ai 6 ettari totali è coltivato a ciliegie delle diverse varietà per assicurare una maturazione e quindi un raccolto scalare. A fianco alle tradizionali varietà della zona sono state messe a dimora le nuove varietà che vanno per la maggiore, Kordia e Regina.

A fianco a queste attività di produzione l’azienda ha ampliato la propria attività alla trasformazione dei prodotti, molte mele vengono trasformate in succhi, inoltre produce confetture miste a base di ciliegie e piccoli frutti. Anche l’agriturismo si è trasformato: chiuso il ristorante per gli ospiti esterni la cena e la prima colazione vengono offerte solo agli ospiti, mentre il numero dei posti letto è aumentato di molto.

Ma Carla ha anche una grande passione, la promozione dei prodotti della sua azienda che viene fatta con la bella attività della fattoria didattica valorizzando così anche la sua laurea.

Ma perché una scelta così radicale? “Sicuramente ha influito molto il fatto di essere nata e cresciuta in un’azienda agrituristica, per cui la passione per la terra, per i suoi prodotti ma anche per la loro trasformazione e per l’ospitalità c’è sempre stata fin da bambina”.

Fra i progetti futuri Carla vede un ulteriore sviluppo dell’azienda con grande attenzione alle novità che potrebbero presentarsi “verso le quali siamo molto aperti”. “Ora  il mio sogno nel cassetto lo ho realizzato, abbiamo creato una bella azienda dove lavoriamo in armonia, ho la mia bella famiglia con marito e una bambina che frequenta la scuola materna”. Alla domanda se è pentita di questa scelta così impegnativa netta la risposta: “Assolutamente no, è stata una scelta molto ragionata anche perché eravamo molto fortunati in quanto avevamo un’azienda già esistente di dimensioni interessanti che era solo da modernizzare”.

Sul rapporto con l’ambiente Carla non ha dubbi: "La nostra attenzione è grande prova ne sia il fatto che da subito abbiamo trasformato l’azienda in biologica. Quello del rispetto della natura è uno dei valori che cerco sempre di testimoniare anche con l’azienda didattica”.

Un altro aspetto che contraddistingue l’azienda è che tutti i prodotti vengono venduti direttamente a km zero. Così le mele di tutte le più importanti varietà dalle Gala alle Golden dalle Fuji alle nuove varietà resistenti, le ciliegie sempre con l’attenzione della maturazione scalare sia per ridurre i costi della mano d’opera nel raccolto che per avere un’offerta dilatata su un periodo molto maggiore, come l’uva. 













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