IL CASO

Krampus violenti, la lista finisce ai carabinieri di Vipiteno

Le forze dell’ordine: non risultano feriti o querele di parte. Il diavolo che ha dato il colpo proibito è già stato identificato

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VIPITENO. Il caso dei Krampus violenti è diventato nazionale. Sebbene questi cortei abbiano una tradizione secolare non c’è nulla che possa giustificare i colpi proibiti. L’amministrazione comunale di Vipiteno, sindaco in testa, difende invece a spada tratta l’associazione organizzatrice ribadendo che si tratta «di una violenza innegabile ma necessaria, e che nel gioco delle parti le ire dei Krampus si concentrano su provocatori ad arte, mentre gli spettatori vengono solo sporcati e non toccati».

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri della stazione di Vipiteno che precisano peraltro che al momento non ci sono feriti e nemmeno querele di parte. Visto che per presentarle ci sono 90 giorni di tempo il comandante di stazione Gardini ha chiesto alla società organizzatrice, i Tuifl Sterzing, l’elenco dei Krampus che hanno partecipato alla sfilata. In base alla prima sommaria ricostruzione, con l’aiuto di un video ormai diventato virale, i calci incriminati sarebbero stati sferrati da quello che in gergo viene definito un «provocatore», ovvero un conoscente dei Diavoli (che si era dipinto il volto), il cui unico obiettivo sarebbe stato quello di togliere la maschera ad uno o più partecipanti alla sfilata.

Ad inchiodare i Krampus è il video girato con un telefonino dal balcone da una donna residente proprio a Vipiteno, che si lascia sfuggire anche un’espressione di biasimo: «Oh ma son pazzi!». Le frustate incriminate sono di una violenza inaudita e non centrano tanto le gambe quanto le schiene e i busti dei fuggitivi. E quando uno degli spettatori cade, sono due i «Diavioli» ad accanirsi e a colpire con calci che oggettivamente non hanno nulla a che vedere con la tradizione. 

Il comunicato dell’associazione Tuifl Sterzing. «Non viene messa in dubbio la veridicità del video, ma vengono respinte le accuse razziste collegate ad esso (accusa sollevata da "Bolzano Solidale", ndr). I ragazzi frustati del video sono amici e conoscenti dei diavoli di Vipiteno». «Le persone che si vedono nel video del 5 dicembre e che vengono frustate dai diavoli sono i cosiddetti “Tratzer” ovvero “disturbatori” o “provocatori”. Sono esclusivamente giovani ragazzi del luogo, appositamente attrezzati per questo spettacolo con abbigliamento e imbottiture adeguati. Tutto questo nella consapevolezza della tradizione ultracentenaria dei diavoli a Vipiteno. Tutte le persone, compresa quella a terra, sono conosciute dai Tuifl, e hanno volontariamente cercato questo confronto, con una forma deliberata di provocazione in attesa di una punizione. Gli altri spettatori non vengono nemmeno toccati», prosegue la nota. Poi, sull'eccesso di violenza: «Il comportamento violento sarà sanzionato anche internamente con una decisione che potrà anche portare all’eventuale esclusione dall'associazione». 













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