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Indennità dei consiglieri, l’ira dei sindacati trentini: “Odiosi privilegi"

Cgil, Cisl e Uil: "Si aumentano l’assegno del 14% mentre i comuni mortali faticano ad arrivare a fine mese. Per loro prevedono la scala mobile, ma per i cittadini che pagano le tasse la giunta Fugatti dice di non avere le risorse per adeguare le misure di welfare”



TRENTO. “Sono rimasti in silenzio, con la testa sotto la sabbia, perché sanno che non bloccare l’aumento delle indennità è vergognoso e insostenibile davanti all’opinione pubblica, ma non hanno fatto nulla per fermare l’adeguamento delle loro retribuzioni all’inflazione. Quanto avallato ieri in Consiglio regionale, con il beneplacito anche della Lega che governa il Trentino, offende i lavoratori senza contratto, le famiglie che non arrivano alla fine del mese e tutti i pensionati che si sono vista tagliata la rivalutazione degli assegni. Si tratta di odiosi privilegi”.


Cgil Cisl Uil del Trentino prendono posizione contro la decisione con cui ieri la maggioranza regionale, con l’appoggio anche di Fratelli d’Italia, ha messo fuori gioco i tre disegni di legge che bloccherebbero gli aumenti legati all’inflazione delle retribuzioni dei consiglieri regionali. “Per loro prevedono la scala mobile, mentre per i comuni cittadini che pagano le tasse la giunta Fugatti dice di non avere le risorse per adeguare le misure di welfare, né per garantire un vero rinnovo contrattuale a sanitari, insegnanti e dipendenti provinciali”, insistono i tre segretari provinciali Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti ricordando che mentre l’indennità dei consiglieri regionali crescerà del 12-14% gli stipendi contrattuali a livello nazionale sono aumentati di un misero 1,1% nel 2022 a fronte di un’inflazione che a marzo è ancora in crescita di oltre l’8% in regione.


“I politici regionali usino questo parametro per i loro aumenti - insistono i sindacati - adeguandosi alla realtà quotidiana di tutti i lavoratori. Lo scrive anche il ministro Giorgetti nel recentissimo Def che gli stipendi non devono salire in modo automatico. E perché questo dovrebbe valere per i comuni mortali che faticano ad arrivare alla fine del mese e non per i politici? Quella voluta da Svp, Lega, Patt e Fdi sull’adeguamento automatico delle retribuzioni dei consiglieri all’inflazione regionale è una legge vergognosa che andava cambiata subito. Al di là delle buone intenzioni espresse a parole non si è fatto nulla e siamo ormai a fine legislatura. Troppo tempo si è perso, volutamente e colpevolmente”, concludono.













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