«Troppi 80 giorni di malgagione» 

Val d’Ambiez, la scelta di vita di Michel Dalponte con la moglie: se arriva il brutto tempo sono guai



VAL D’AMBIEZ. È notoria la vita di sacrifici condotta generalmente da chi accudisce le malghe disseminate sul territorio provinciale. Meno noti sono i vincoli e gli obblighi che incombono sui malgari, coloro che assumono in affitto le malghe. Generalmente da comuni o Asuc. Sono cose che generalmente non giungono all’attenzione della cronaca perché “non ne hanno la dignità”. Succede alla malga Senaso di Sotto, all’entrata dell’amena Val d’Ambiez, dove il giovane malgaro di turno, Michel Dalponte, è impegnato per il secondo anno consecutivo a tenere i pascoli e lo stallone della malga comunale, posta a un’altezza intorno ai 1600 metri, esattamente 1599. Il problema sono proprio i vincoli, che impongono la durata dell’alpeggio, almeno 80 giorni.

«Qui teniamo 30 bestie, tra bruno-alpine, pezzate e Rendena, di cui 10 vacche da mungere» ci spiega il giovale Michel, insieme con la giovane moglie vietnamita, che hanno fatto questa che è una vera e propria “scelta di vita”. Vivere in alta montagna per tutta l’estate, senza discenderne mai durante il periodo di malgagione.

«È il secondo anno consecutivo, prima avevo tenuto le malghe della Calvèra e di Misone, qui con le sole capre. Ora ci siamo buttati sulle mucche da mungere, naturalmente con un forte aumento di responsabilità».

A dispetto della giovane età, meno della trentina, Michèl ragiona di prospettive che si pongono alla malgagione, una vita di sacrifici ma anche di belle soddisfazioni! «Qui può capitare di vedere l’orsa con gli orsetti così come qualche camoscio di passaggio o in cerca di cibo...»

I coniugi Dalponte hanno attrezzato in malga un caseificio in piena regola: «Qui produciamo del formaggio paesano molle, ma anche da stagionatura, con buone speranze visto il prodotto che possiamo offrire ad escursionisti e bikers che sempre più spesso di affacciano anche nella difficile e ostica Val d’Ambiez!»

Restano però i vincoli del malgaro, che risultato particolarmente pesanti per una giovane coppia come quella che gestisce la Malga Senaso Bassa. Soprattutto gli 80 giorni d’obbligo della malgagione: «Se arriva il brutto tempo sono guai per chi abita in malga come noi. Non sappiamo come fare, nessuno ci aiuta in questo lungo periodo che spesso è improduttivo...»

©RIPRODUZIONE RISERVATA.













Scuola & Ricerca

In primo piano