pinzolo 

Le mucche tornano a Malga Cioca 

È l’obiettivo del Comune dopo la sentenza del Tar a suo favore 


di Elena Baiguera Beltrami


PINZOLO. Convalida da parte del Tar della decisione del Comune di Pinzolo di revocare l’aggiudicazione di Malga Cioca all’azienda agricola Maffei.

L’amministrazione comunale, infatti, nell’ottobre 2108 si vide costretta a revocare alla azienda Maffei l’assegnazione della malga per l’alpeggio, nonostante la ditta in aprile avesse vinto la gara per l’assegnazione della malga fino al 2023. Alla documentazione presentata infatti mancava il Durc un documento molto importante per le ditte che hanno rapporti con la pubblica amministrazione, in quanto certifica la regolarità degli obblighi contributivi e quindi li Comune il 25 giugno comunicava al conduttore l’inizio della procedura di revoca. Il documento in realtà venne presentato, ma in ritardo secondo il comune, rispetto ai termini di presentazione dei documenti come previsto dal bando.

L’azienda agricola Maffei che da trent’anni utilizzava la malga per l’alpeggio (ma su assegnazione da parte dell’Associazione Allevatori) ha fatto ricorso al Tar il quale, con sentenza dell’11 febbraio scorso, ha sancito la validità della mancata assegnazione e condannato il ricorrente al pagamento delle spese legali e al pagamento al comune di 6.100 euro di danni per il mancato incasso dell’affitto. Il 2018 fu il primo anno di istituzione dei bandi di gara per l’assegnazione delle malghe d’alpeggio, perché precedentemente venivano assegnate all’Associazione allevatori, che poi le destinava ai propri soci. Ma furono proprio gli allevatori a chiedere all’amministrazione comunale di andare in gara e così ora avviene per tutte le malghe del comune gravate da uso civico.

Ora per capire se la malga potrà funzionare come alpeggio l’estate prossima è una corsa contro il tempo. Per quanto riguarda l’azienda agricola non si sa se impugnerà la sentenza di fronte al Consiglio di Stato, mentre per quanto riguarda il comune bisognerà attendere che all’Ufficio Tecnico e l’Avvocatura dello Stato, che ha difeso il comune al Tar, venga notificata la sentenza e si capisca che cosa è possibile fare.

«L’obbiettivo – riferisce il segretario comunale Raffaele Binelli – è di riuscire ad avere le mucche all’alpeggio, dispiace per questo incidente di percorso perché l’allevamento per l’amministrazione è un comparto importantissimo, al quale si guarda con grandissima disponibilità e anche con un certo orgoglio pensando al marchio doc della razza Rendena, ma le regole sono regole e non si possono eludere. Dispiace anche perché la procedura di gara è innovativa, è stata adottata da tante amministrazioni e dunque costituisce un buon strumento. Non resta che attendere il parere degli organismi competenti, ma sicuramente non passerà molto tempo».













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