politica

Fugatti bis, prima seduta per la nuova giunta senza Fratelli d’Italia e Zanotelli

Presenti solo Spinelli, Failoni, Gottardi e Tonina. Ianeselli: “Trentino ostaggio di una questione di potere tra Meloni e Salvini”



TRENTO. La nuova giunta provinciale di Trento si è riunita per la prima volta a due giorni dalla firma del decreto con cui il presidente Maurizio Fugatti ha formalizzato la nomina degli assessori e la ripartizione delle competenze.

L'esecutivo - erano presenti accanto al presidente anche il vice Achille Spinelli e gli assessori Failoni, Gottardi e Tonina - ha approvato una serie di delibere urgenti che riguardano l'attività dell'Avvocatura.

Assenti gli assessori di Fdi Claudio Cia e Francesca Gerosa, come anche Giulia Zanotelli, eletta con la Lega ma uscita dal gruppo e ora in attesa di entrare nell'esecutivo da assessora tecnica.

"Come trentino sono, per usare un eufemismo, in imbarazzo. Mi pare evidente che quello che sta succedendo è una questione di rapporti tra Salvini e Meloni e che il Trentino è ostaggio di questa questione di potere". 

Commenta così il sindaco di Trento Franco Ianeselli il dibattito tra Fratelli d'Italia e la Lega per la formazione del nuovo governo provinciale. "Che la Giunta provinciale debba essere decisa a Roma - ha aggiunto - è una tristezza per tutti noi trentini". "Come istituzione, speriamo di poterci relazionare con una giunta che è in grado di dialogare su questioni di attualità, bypass ferroviario per dirne una. Siamo su questo livello qua che è molto triste, ma triste forte", ha concluso il sindaco di Trento.

Critiche anche dalle file d’opposizione di Casa autonomia.eu: "Al motto del 'lascia il tuo partito e vieni con noi in cambio di una di queste poltrone' non è difficile pensare che Fugatti non farà fatica a trovare ben più di un candidato dentro ai 5 eletti con Fratelli d'Italia". Lo scrivono in una nota Paola Demagri e Michele Dallapiccola, rispettivamente consigliera provinciale e segretario politico del partito calcolando che, con le annunciate dimissioni di Francesca Gerosa e Claudio Cia di Fratelli d'Italia dalla giunta provinciale, i posti vacanti sarebbero tre: oltre a quelli lasciati da Gerosa e Cia, da assegnare ci sarebbe anche il ruolo di presidente del Consiglio provinciale.

"Solo una consigliera sembra essere particolarmente legata al partito nazionale che la sostiene", commentano Demagri e Dallapiccola. "Invece, almeno 3 degli altri quattro sembrano più passeggeri di un tram che li ha portati in piazza Dante. E par quasi di capire che questi lo abbiano preso solo perché era il più capiente e il più sicuro. Tra loro poi, ce n'è uno che di cambi di sponda politica è un vero professionista. Non avrebbe difficoltà dunque - aggiungono Demagri e Dallapiccola - lo spregiudicato presidente aviense a 'comprarsi' i tre voti che gli servono per una maggioranza solida, assegnando i tre posti che ha a disposizione ai tre passeggeri di cui sopra".

"Nel frattempo un partito nazionale quale è Fdi, in cambio di sacrifici oggi, può benissimo impegnarsi (tra le molte opzioni) e garantire seggi blindati per la candidatura in Parlamento, domani. Quattro anni passano in fretta e la carriera di una precedente consigliera provinciale di Fratelli d'Italia la certifica tutta", concludono Demagri e Dallapiccola. 













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