il caso

Carlo Papi attacca la Provincia: “Fugatti e Zanotelli si dimettano, commessi errori imperdonabili”

Torna a parlare il padre del giovane ucciso dall'orsa

LA VIDEOINTERVISTA. "Mio figlio Andrea dimenticato. L'orsa? Siamo noi ad avere perso il nostro cucciolo"



TRENTO. "Io e la mia famiglia non possiamo accettare una morte così orribile e cruenta. Un ragazzo esce di casa per una passeggiata e non fa più ritorno perché ucciso dal un orso. È una vicenda surreale, chi ha sbagliato, causando questo disastro annunciato, se ne assumerà le proprie responsabilità e pagherà il suo prezzo davanti alla giustizia". Lo scrive, in una lettera inviata in esclusiva all'Ansa, Carlo Papi, il padre del giovane Andrea, di 26 anni, ucciso dall'orsa Jj4 nei boschi sopra l'abitato di Caldes, in Trentino, lo scorso 5 aprile.

"Questo caso, unico in Italia e forse anche in Europa, mai accaduto da oltre un secolo, mai sarebbe dovuto accadere se solo si fosse usato un briciolo di coscienza e responsabilità. I responsabilità di questa triste vicenda, senza alcuna coscienza, non si sono nemmeno rimossi dal loro incarico", si legge.

Nella lettera, Papi invoca giustizia per il figlio e chiede le immediate dimissioni del presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti, dell'assessore alle foreste e del dirigente generale della Protezione civile, foreste e fauna Giulia Zanotelli. "Queste figure di alto profilo dirigenziale - precisa - hanno commesso degli errori imperdonabili per non aver allertato i cittadini del pericolo che incombeva sopra il nostro abitato con idonei cartelli di grave pericolo, interdicendo le strade forestali con apposite transenne di chiusura. Se ciò fosse avvenuto, mio figlio Andrea oggi sarebbe ancora vivo".

Secondo Papi "la politica istituzionale cerca di addossare tutte le responsabilità all'orsa, per potersi scrollare di dosso quelle grosse colpe che ha da tempo sulla coscienza".

"Le altre cause della disgrazia sono da attribuire al Parco naturale Adamello-Brenta, che, attraverso il cofinanziamento dell'Unione europea, ha voluto fortemente dare vita a questo folle progetto di reintroduzione dell'orso, aiutati e coadiuvati dal Ministero dell'ambiente assieme alla Provincia di Trento. Nella lettera di fattibilità, del progetto del Parco Adamello-Brenta, era scritto che ci potevano essere feriti e anche dei morti". Così Carlo Papi, in un lettera inviata all'ANSA a quasi sei mesi dalla morte del figlio Andrea. "Ora, con questa ignobile tragedia, devastati e trascinati in un baratro infinito, senza alcun ritorno, invochiamo la magistratura a dare una vera e concreta prova di giustizia per Andrea, per i familiari e per tutti i cittadini. Questa disgrazia non potrà e tantomeno dovrà diventare la solita storia ormai vista e rivista, mai conclusa, insabbiata senza colpevoli. Andrea è morto puro e innocente, senza colpa alcuna, vittima di uno Stato inerte che non ha saputo agire", conclude Papi. 













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