il progetto

BrennerLec, finita la sperimentazione: biossido di azoto ridotto del 10% sull’A22

Diminuiti dell’11% i tempi di percorrenza con traffico intenso



BOLZANO. Riduzione del 10% delle concentrazioni di NO2 (biossido di azoto) a bordo autostrada, una riduzione dei tempi di percorrenza dell’11% in condizioni di traffico intenso, maggiore sicurezza stradale.

Sono i tre principali risultati del progetto europeo  BrennerLec

(Lec = Lower Emissions Corridor), di cui si è conclusa la fase sperimentale avviata nel settembre 2016 che scommette sul fatto che la riduzione della velocità in alcune tratte possa portare a miglioramenti dell’inquinamento e della sicurezza. Si tratta di una collaborazione tra Autostrada del Brennero  in partenariato con le Agenzie per l'ambiente di Bolzano e di Trento, l'Università di Trento, l'azienda locale Cisma e Noi Techpark Südtirol / Alto Adige. 

Il progetto BrennerLec è stato cofinanziato dalla Commissione europea con i fondi del Programma Life (ambiente). "L'esperienza di BrennerLec ha confermato la bontà della scelta di inserire questo progetto nel contesto di un'area sensibile come le Alpi, creando un corridoio a emissioni ridotte. Da questa esperienza abbiamo potuto constatare che è possibile ridurre le emissioni inquinanti e migliorare la qualità dell'aria anche nelle località che costeggiano l'A22, puntando sulla gestione dinamica delle velocità", sottolinea l'assessore provinciale all'ambiente Giuliano Vettorato. "Il miglior risultato di questo progetto è che se prima l'opinione pubblica era divisa tra persone vicino all'economia e persone vicino all'ambiente, ora, dalle 6.300 interviste condotte, con oltre il 65% di automobilisti favorevoli, direi che abbiamo fatto sicuramente centrato l'obiettivo per l'ambiente, ma anche per la mobilità e l'economia", afferma il direttore tecnico generale di Autostrada del Brennero Carlo Costa.

Quanto alle prospettive future, nel concetto di replicazione è stato valutato tutto il tratto autostradale di A22 all’interno del corridoio alpino tra il Brennero e Affi. Si è giunti, così, alla definizione di una serie di tratte (dopo quelle tra Bressanone e l’intersezione con la A4 della fase sperimentale) in cui la replicazione della riduzione di velocità potrà portare i benefici verificati in fase sperimentale e che sarà tecnicamente fattibile senza dover intervenire sulla sede autostradale, ma solo dotazione infrastrutturale di gestione della segnaletica a messaggio variabile.













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