Pascoli devastati, il Comune dichiara guerra ai cinghiali 

Sui monti arcensi danni importanti: da malga Vallestrè una richiesta di intervento Betta e Ricci hanno chiesto alla Provincia l’autorizzazione all’abbattimento



ARCO. In preoccupante aumento la presenza dei cinghiali sui monti arcensi tanto che all’amministrazione sono arrivate le prime segnalazioni, di cui una formale, che chiedono di intervenire tempestivamente prima che questi suidi possano compromettere l’integrità dei pascoli e dei campi. Sulla questione è intervenuto il sindaco di Arco Alessandro Betta che ha annunciato nel breve periodo un intervento. «Sono state davvero molte le segnalazioni che ci sono giunte - ammette Betta - ed alcune corredate di fotografie che mettono in evidenza i danni fatti dai cinghiali e da alcune specie ibride incrociate con maiali ed altro. I cinghiali - spiega - si mettono in conflitto con le altre specie cacciandole da quei territori e proliferano in continuazione aumentando esponenzialmente i danni ai terreni». Secondo Betta un caso simile lo si ha anche nel vicino comune di Nago Torbolo dove la Provincia ha concesso alla locale associazione di cacciatori di poter abbattere un certo numero di cinghiali. «La Provincia da noi non ha ancora dato via libera a nessuna azione di controllo - spiega Betta - ma per chi paga l’affitto degli alpeggi la situazione è impegnativa». L’assessore Tomaso Ricci sta cercando soluzioni: «Abbiamo ricevuto una segnalazione scritta dal gestore della Malga Vallestrè - spiega Ricci -. Stiamo cercando di rispondere in tempi celeri e in questi giorni mi sto sentendo con i forestali per capire se è necessaria un’azione d’intervento atta a mitigare la presenza di questi animali. Dobbiamo ricevere risposte dalla Provincia che ne ha la competenza diretta, quindi intanto stiamo cercando di valutare l’entità del problema, che è certamente importante. Lì ci pascolano le manze. Sarebbe opportuno - conclude Ricci - che la Provincia attuasse alcune azioni tramite le stazioni forestali con azioni di mitigazioni come fatto già altrove». (l.o.)













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