Torbole dice addio al suo reduce 

È morto Giuseppe Barbieri, scampato all’eccidio della divisione Acqui. Domani la cerimonia funebre


di Aldo Cadili


TORBOLE. L’alpino Giuseppe Barbieri è “andato avanti”. Ed è una grave perdita non solo per la comunità di Torbole ma per tutto l’Alto Garda.

Classe 1920 (avrebbe compiuto 98 anni tra un mese e mezzo), Barbieri era uno degli ultimi superstiti della gloriosa divisione Acqui, i cui reparti (varie migliaia di militari) dopo l’8 settembre 1943 vennero trucidati dall’esercito tedesco sulle isole greche di Cefalonia e Corfù. I pochi sopravvissuti (solo 163) vennero inviati in campi di concentramento in Germania ed in Russia. Quest’ultima infelice destinazione toccò a Giuseppe Barbieri il quale, alla conclusione del secondo conflitto mondiale e dopo svariate peripezie, riuscì a ritornare al paese natale.

L’alpino torbolano apparteneva alla sempre più sparuta schiera di reduci dell’immane guerra nella quale venne coinvolto ancora non ventenne. I cinque duri anni in “grigioverde” rimasero un triste ricordo, indelebile, per il torbolano come lo furono per i numerosi commilitoni ed amici scomparsi tragicamente sulle isole greche e per quelli morti nei precedenti fronti di guerra.

A distanza di decenni e malgrado l’età non giovanile, Barbieri rammentava con straordinaria lucidità i drammatici eventi accompagnati dalla constatazione che non dovessero più accadere, auspicando con determinazione un futuro di pace generale. Concluso il periodo bellico lavorò come dipendente della Società Atesina, l’attuale Trentino Trasporti, e fino alla pensione guidò le corriere di linea della zona.

Qualche anno fa gli dedicammo un articolo in occasione delle “Nozze d’oro” con l’adorata Amelia, che amò fino all’ultimo dei suoi giorni; dal felice matrimonio è nato il figlio Giovanni, apprezzato tecnico informatico.

Il funerale di Giuseppe Barbieri avrà luogo domani, alle 14.30, nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Torbole con la partecipazione di numerose “penne nere”.

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