Pamich, il marciatore ricorda



Lasciamo per una volta il verde dei campi di calcio per passare al nero asfalto e alle rosse piste di atletica, là dove si è espressa la classe, la tenacia e la forza di uno dei più grandi campioni che l’Italia abbia mai avuto. E’ lettura che conquista quella di Memorie di un marciatore di Abdon Pamich (Biblioteca dell’immagine, a cura di Roberto Covaz, prefazione di Bruno Pizzul). Nella severa disciplina della marcia ha vinto una medaglia d’oro olimpica (Tokyo 1964), il bronzo a Roma quattro anni prima, è stato due volte campione europeo e una quarantina di volte campione italiano. Alle Olimpiadi Monaco, 1972, è stato il portabandiera degli italiani. Signore d’altri tempi, classe 1933, narra delle sue imprese sportive come fossero  passeggiate. “Per diventare campioni serve innanzitutto una grande passione per quello che si fa. Occorrono doti fisiche, allenamento, molte motivazioni, saper soffrire, affrontare serenamente le sconfitte e soprattutto iniziare l’attività senza aspettative, ma solo con la volontà di migliorare se stessi, e se questi miglioramenti portano a grandi risultati, meglio”. Così si legge quando Pamich consiglia ai giovani di avvicinarsi allo sport senza pensare al successo, men che meno ai soldi. La vera sfida è con se stessi. Poi, potrebbe accadere quel che successe dopo le Olimpiadi di Tokyo, che consegnarono il marciatore di Fiume alla leggenda. Papa Paolo VI celebra l’Angelus nella residenza estiva di Castelgandolfo e così si rivolge ai fedeli: “Stamani c’è stata una gara di marcia che si è conclusa proprio qui e sapete chi ha vinto? Abdon Pamich”. Non capita a molti atleti di essere citati in un Angelus papale. E c’è molto altro in questo memoir che non è solo sportivo. A partire dalla fuga, nel 1947, dall’amata città di Fiume dopo l’occupazione delle truppe di Tito.

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Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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Trento, via al riscaldamento fino a 14 ore al giorno

A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

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Turismo, divertimento e paesaggio: quale il ruolo delle vie ferrate?

Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle