Le grandi firme e il loro 11 ideale / Nicola Calzaretta

Il nostro viaggio con l’11 ideale delle grandi firme fa tappa a casa di Nicola Calzaretta. Il suo “Amarcord” per anni è stato appuntamento imperdibile sul Guerin Sportivo. Mette in campo un 4-2-3-1 tutto da vedere, tutto da leggere. 1. Luciano Bodini. “Ho giocato in porta, da piccolo. Per vocazione. Ho sempre avuto una venerazione per Dino Zoff e la sua maglia nera. Ma sono stati i suoi dodicesimi ad accendere la mia fantasia. Piloni, Alessandrelli ...

Le grandi firme e il loro 11 ideale / Enrico Brizzi

Non ha bisogno di presentazioni. Enrico Brizzi per il suo undici ideale ha scelto una “formazione fantasmagorica, diseguale per mitografie, come conviene agli 11 che mai dovranno scendere in campo a difendere uno striminzito pareggio. Il modulo prescelto è un sognante, imprudentissimo, 4-2-4 alla brasiliana”. 1. Dino Zoff. “Calcisticamente anziano, accusato dai miscredenti di essere vulnerabile sui tiri da fuori, era per noi bambini d’Italia lo ...

Le grandi firme e il loro 11 ideale / Roberto Beccantini

Terzo appuntamento con le formazioni ideali delle grandi firme del giornalismo e della scrittura sportiva in Italia. Tocca a Roberto Beccantini, il popolare “Beck”. Nel suo undici vive l’omaggio a chi della scrittura di qualità attorno al calcio ha fatto missione e ragione. Così. 1. Vladimiro Caminiti. “Sentiva il ruolo del portiere come un endecasillabo. Poeta dell’aggettivo, si tuffava su qualsiasi argomento e usciva sempre ai piedi della mediocrità, ...

Le grandi firme e il loro 11 ideale / Andrea Maietti

Necessaria premessa. 1953, Milano. Per la prima volta il giovane Maurizio Cucchi va allo stadio, a San Siro, con il papà. Anni dopo diventerà uno dei più grandi poeti italiani. E scriverà “’53”, versi dedicati proprio a quel giorno. Eccoli. “L’uomo era ancora giovane e indossava / un soprabito grigio molto fine. / Teneva la mano di un bambino / silenzioso e felice. / Il campo era la quiete e l’avventura, / c’erano il kamikaze, / il Nacka, l’apolide ...

Le grandi firme e il loro 11 ideale / Darwin Pastorin

L’undici di tutti i tempi e di ogni tempo. I campioni amati, non necessariamente (anzi) i più bravi o i più acclamati. Lo chiederemo a giornalisti, scrittori e narratori che alla cultura sportiva hanno dato molto in questi anni. A loro volta personaggi, certamente. Tutti accomunati dal sacro fuoco della passione che va di pari passo con la bella scrittura, il racconto emozionante, il sapiente intreccio tra sport, letteratura e vita. A questo tipo ...

Quando 007 giocava a calcio

Nel tempo sospeso della pandemia, lo sport giocato ha lasciato campo libero allo sport raccontato. Le cronache - giocoforza - si sono accomodate in panchina. Sul terreno di gioco sono scese le storie. Qui andiamo a rivisitare il curioso rapporto d’amore che lega uno dei più popolari ed amati attori del mondo al gioco del calcio. Lui è Sean Connery. A rigor di logica, non dovremmo aggiungere una parola che è una. Basterà dire: scozzese di Edimburgo, ...

Paride Tumburus, un campione d'Italia dal Rovereto al Vicenza per 175 lire

In quell’estate del 1971 un pacchetto di sigarette, le mitiche “Nazionali”, costava 180 lire. Volessimo, impropriamente, valutare in euro: dieci centesimi. E, all’epoca, un quotidiano - come quello che state leggendo - di lire ne costava 50. Hanno un loro perché, queste cifre, piccole piccole. Fanno capire quale umiliazione, grande grande, toccò ad uno dei giocatori simbolo degli anni Sessanta del calcio. Si chiamava Paride Tumburus, campione d’Italia ...

La squadra dei poeti scende in campo

La passione per il gioco del calcio talvolta si nutre di traiettorie tutte particolari e tutte indimenticabili: i dribbling irridenti di Omar Sivori, la giocata memorabile di Maradona contro l’Inghilterra, la parata di Banks sul colpo di testa di Pelè. Una passione che si coltiva anche mettendo assieme poesia e calcio. Già, il gioco del calcio riguarda anche i poeti. Ed, inevitabile ossimoro, la poesia ha a che fare con il gioco del calcio. Qui, ...

Andrea Pallanch, il pallone nel cuore

“Il mio regalo di compleanno, quando ho compiuto 21 anni? Giocare contro la Juve, in Coppa Italia. Mi marcava Cabrini. Giocavamo in casa, a Palermo, stadio stracolmo. Siamo persino andati in vantaggio, con un rigore di De Vitis. Poi Laudrup, Platini su rigore e Serena hanno sentenziato chi fosse il più forte”. C’è emozione e c’è orgoglio nelle parole di Andrea Pallanch, classe 1964, centrocampista esterno di razza, nato il 1 settembre, a Trento, ...