IL TEMA

Cicloturismo al femminile: la bici anche strumento di indipendenza

Unire la pedalata a natura, paesaggi, sport e cultura, comunità locali e benessere, lungo percorsi sicuri, al riparo dai rischi del traffico: le donne che usano la due ruote per viaggiare aumentano e diventano protagoniste alla Fiera del cicloturismo, in programma a Padova dal 27 al 29 marzo

SICUREZZA In Trentino le bike line per proteggere i ciclisti
NATURA A zigzag tra Vallagarina e altopiano della Lessinia

TRENTO Verso la Valsugana sulle tracce della Claudia Augusta


IDA BINI


Amano la bici per spostarsi anche in vacanza; fanno un ampio uso delle e-bike; preferiscono unire la pedalata a natura, paesaggi, sport e cultura; privilegiano le comunità locali e il benessere.

Sono le cicloturiste: professioniste, impiegate, insegnanti, lavoratrici autonome tra i 30 e i 55 anni; pedalano in coppia o con amici, utilizzando spesso l'intermodalità con il treno e una logistica semplificata, con il noleggio o il trasporto bagagli.

Puntano soprattutto sulla sicurezza stradale, preferendo percorsi senza traffico o con traffico limitato. 

È la fotografia delle viaggiatrici sulle due ruote secondo i dati di Isnart, l'Istituto nazionale ricerche turistiche, e Legambiente; lo studio rivela un aumento del cicloturismo al femminile, un trend già evidenziato nel 2025 con il 30% delle cicloturiste con stili di viaggio personalizzati e che fanno tendenza.

Le donne che usano la bici per viaggiare aumentano e diventano protagoniste alla Fiera del cicloturismo, in programma a Padova dal 27 al 29 marzo. Tra le loro preferenze viaggi organizzati da community on line o guide, servizi collegati come il trasporto bagagli o l'assistenza per i mezzi, e la scelta di percorsi sicuri e ben segnalati, come gli EuroVelo, ciclabili fluviali o itinerari costieri, dove pedalano tra i 30 e 60 km.

Per le indecise o per chi vuole nuove avventure, un'ampia scelta di destinazioni si potrà trovare alla Fiera di Padova, dove si parlerà soprattutto di donne.

«Fare un viaggio in bicicletta significa scoprire quanto puoi contare su te stessa e sul mondo intorno - spiega Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del cicloturismo - Ogni viaggio in bici ci insegna a decidere un percorso, a fidarsi del proprio corpo, a scegliere quando fermarsi e quando spingere.

Per noi donne, tutto questo assume ancora più valore: imparare a muoversi in autonomia significa rompere barriere culturali e paure che spesso limitano la nostra libertà.

La bici diventa così uno strumento di indipendenza, che ci permette di occupare spazio con fiducia, di esplorare senza aspettare il permesso di nessuno, e di riscrivere il nostro modo di stare al mondo". In Fiera ci saranno tante testimonianze e storie di donne, che attraverso viaggi in bici, progetti innovativi o il lavoro nell'industria ciclistica dimostrano come le due ruote possano cambiare il mondo.

Il Rapporto Viaggiare con bici 2025 di Isnart - Legambiente rivela quali sono le destinazioni su due ruote preferite dalle viaggiatrici: la ciclovia dei Castelli in Toscana è la loro preferita (63%), così come la ciclovia Arenzano - Verazze in Liguria (43,1%) e quella dei Parchi in Calabria (41,4%).

Tra le strade più amate c'è anche la ciclovia Pedemontana in Friuli Venezia Giulia, dove tra i viaggiatori in bici 1 su 3 è donna (31%). Il percorso va da Sacile a Gorizia e si snoda per circa 190 km lungo l'arco alpino friulano, collegando borghi storici e aree naturalistiche di pregio; la ciclovia segue in gran parte la linea ferroviaria Sacile-Gemona e in tutte le stazioni si possono caricare i mezzi sul treno, rendendo facile accorciare le tappe in caso di stanchezza o maltempo.

La scelta cade anche sulla ciclovia dell'Acquedotto Pugliese, considerata la greenway più affascinante del Sud Italia: entro quest'anno, grazie ai fondi del Pnrr, l'itinerario passerà da 24 a oltre 192 km di percorso attrezzato. Qui un cicloturista su 5 (22%) è donna, perché il tracciato offre un'immersione totale nella natura e nella cultura locale su strade protette e sicure. L'itinerario attraversa la Val d'Itria tra Cisternino, Ceglie Messapica e Martina Franca, tra muretti a secco, trulli e ulivi secolari.

La ciclovia Treviso-Ostiglia è la scelta migliore per una donna che vuole iniziare a pedalare: il percorso lungo un'ex ferrovia militare riconvertita in un'autostrada verde, dritta e pianeggiante, è la prima ciclovia certificata al mondo Global SustainableTourism Council che rispetta i più rigorosi standard globali di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

Gran parte del tracciato di 85 km è protetto da filari di alberi, e attraversa il Parco del Sile, un'area naturalistica dove si pedala sopra le sorgenti del fiume omonimo.

Tra i percorsi iconici da provare anche la ciclovia Alpe Adria che nel tratto italiano va da Tarvisio a Grado, dove si pedala quasi sempre in discesa o in pianura su una ex ferrovia riconvertita.

La ciclovia del Mincio unisce Peschiera del Garda a Mantova lungo 45 km e attraversa Borghetto sul Mincio, uno dei borghi più belli d'Italia. Percorre uno dei tratti di costa più suggestivi dell'Adriatico la ciclovia dei Trabocchi, itinerario a pochi metri dal mare, con vista su queste antiche e ingegnose macchine da pesca in legno, fatte di palafitte e passerelle oggi spesso riconvertite in ristoranti.

La ciclovia del Trasimeno è un itinerario ad anello di 59 km, che costeggia quasi interamente il perimetro del lago umbro; il percorso è pianeggiante e si snoda tra piste ciclabili protette, strade sterrate e brevi tratti di viabilità ordinaria.

Sempre in Fiera torna per il terzo anno consecutivo il premio dedicato a Mariateresa Montaruli, giornalista, scrittrice e ciclista, scomparsa nel 2023. Il bando Ho voluto la bicicletta cerca donne che promuovano le due ruote e il cicloturismo e si suddivide in due sezioni: I diari della bicicletta e Adesso pedala. Le vincitrici saranno premiate il 28 marzo.













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