Ciclismo

La tripletta di Trentin: «Ho avuto più spazio e l’ho sfruttato bene»

Dopo le tre vittorie alla Vuelta cercherà il “poker” a Madrid. Poi i Mondiali da protagonista e magari il secondo figlio


di Maurizio Di Giangiacomo


Matteo Trentin ha progettato il finale di stagione perfetto: dopo la firma con la nuova squadra, l’australiana Orica Scott, che dal 2018 gli garantirà un bel po’ di soldini, ma soprattutto un ruolo da capitano nelle classiche del Nord, in agosto sono arrivate la vittoria alla Vuelta a Burgos ma soprattutto i tre centri alla Vuelta di Spagna. Dopo aver vestito anche la maglia verde degli sprinter, il trentino punta al poker a Madrid, domenica prossima. Matteo ha anche nel mirino il campionato mondiale di domenica 24 settembre, a Bergen, in Norvegia, dove proverà a riportare l’Italia sul gradino più alto, “mettendosi in proprio” o lavorando per i compagni di squadra come ha sempre fatto.

Trentin, complimenti, con la squadra a disposizione sta volando!

Ero venuto in Spagna per vincere. Effettivamente il bilancio di tre tappe va oltre le mie aspettative.

È il più forte in volata e ha dimostrato una tenuta invidiabile su certe salite.

Non è una novità. Anche al Tour 2014, non avevo vinto, ma mi ero piazzato in tappe difficili. Anche a livello di valori, non ci sono differenze da allora, l’unica è che ho più spazio e sono riuscito a sfruttarlo.

Qual è la vittoria più bella?

Io dico sempre che tutte le vittorie sono belle. La prima, perché ero venuto qui per vincere e la volevo; la seconda perché me la sono guadagnata; e anche la terza, perché ho sprintato con gli scalatori e vuol dire che è stata dura.

Battere Gianni Moscon ti è piaciuto?

Non me ne sono nemmeno accorto che Gianni era arrivato secondo, ero talmente “ribaltato”... me lo hanno detto dopo in conferenza stampa.

Vi conoscete bene?

Sì, parliamo spesso, mi ha fatto i complimenti per la vittoria, è un ragazzo molto serio.

A proposito di Team Sky, prima di firmare per la Orica ha avuto contatti anche con loro?

A livello informale sì, ma niente di serio.

Con la Orica conta di avere lo stesso spazio che sta avendo alla Vuelta?

Teoricamente sì: il motivo per cui mi hanno cercato è proprio questo.

E ai Mondiali norvegesi? Tra lei, Moscon e Viviani, su chi punterà il c.t. Cassani?

Il percorso è impegnativo e lo sarà pure per la temperatura e probabilmente anche per la pioggia. Anche Gianni sta andando forte, Viviani ha vinto anche oggi (al Giro di Gran Bretagna, ndr), la nostra sarà una squadra forte, ma gli avversari non mancano mai.

Chi vincerà la Vuelta?

Froome pare inattaccabile, ma alla Vuelta in una maniera o nell’altra l’hanno sempre fregato. Bisogna vedere quanto guadagnerà nella crono, ma credo che la tappa decisiva sia quella di sabato con l’Angliru.

A Madrid per fare poker e riprendere la maglia verde?

Dopo essere andato fuori tempo massimo al Tour, la mia intenzione era completare la Vuelta anche se non fossero arrivate queste vittorie. Riprendere la maglia sarà molto, molto difficile. Se non arriveranno due o tre fughe, credo che andrà ad uno scalatore.

Fa sempre base a Montecarlo con Claudia e il piccolo Giovanni: fratellino o sorellina in arrivo?

Bisogna provarci. Diciamo che se arrivasse io e Claudia saremmo molto contenti.

Twitter: @mauridigiangiac

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