Il Covid ha fatto alzare la guardia sull'importanza del respiro Pazienti più attenti ai primi sintomi Bpco,crescono prime visite



ROMA - I tre anni di pandemia hanno anche fatto scoprire l'importanza del respiro. Il Covid, in sostanza, ha fatto alzare la guardia sulla Bpco, Broncopneumopatia cronica ostruttiva, che colpisce oltre tre milioni di italiani. I pazienti sono più attenti ai primi sintomi post emergenza e il 41% degli specialisti ha visto aumentare gli accessi in ambulatorio, anche per prime visite. È quanto emerge da un'indagine Doxa Pharma su 100 pneumologi, i cui risultati vengono diffusi da Gsk. Secondo il 46% degli intervistati a spingere le persone a chiedere una visita è la maggiore consapevolezza della patologia, mentre un altro 20% dice che a spingere il paziente dallo specialista è la paura delle complicanze. Le riacutizzazioni possono essere infatti uno spartiacque decisivo nel declino della capacità respiratoria. Otto pneumologi su 10 confermano che il Covid ha indotto un cambiamento sulla gestione e sul trattamento dei pazienti con Bpco. I problemi maggiori sono il follow up (57%), ma anche la diagnosi (28%). La maggior consapevolezza o l'apprensione hanno di contro modificato il rapporto medico-paziente per il 40% degli intervistati. Il paziente in primo luogo chiede di essere rassicurato: lo dice il 23% dei clinici; si sottopone a controlli più di frequente (10%) e lo fa anche attraverso la telemedicina (13%). Per 6 pneumologi su 10 le note più negative arrivano dal patient journey. A fronte di una maggiore richiesta di esami diagnostici (18%), ci sono da registrare ancora tempi di attesa lunghi (38%) e difficoltà nell'accedere alla spirometria (18%). Ed è su questo che si registrano le richieste dei malati: riduzione delle liste d'attesa (42%), ripresa di un follow un adeguato (21%), l'eterno tema della diagnosi precoce (15%). Per gli specialisti la priorità è di aumentare il monitoraggio (35%), la spirometria prima di tutto e i tempi di attesa per le visite (30%). Il 79% ritiene che sia necessario strutturare una rete assistenziale che veda la stretta collaborazione della sanità territoriale con quella ospedaliera. La stessa percentuale pensa che sia un bene ripensare la sanità del territorio e le relative modalità di presa in carico dei pazienti con Bpco. Uno su due guarda inoltre agli strumenti digitali per poter dare supporto e risposte adeguate ai pazienti.









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