Bassetti: «Con la ferrovia un’isola green sul Garda» 

Il caso della settimana. Il noto albergatore ed ex sindaco rivano ragiona sul futuro del turismo con l’eventuale arrivo del collegamento: «Occasione per liberare dalle auto l’area fino a Torbole»


Luca Petermaier


Trento. Il collegamento ferroviario rovereto-riva come opera viabilistica in sé, ma anche come strumento che permetta di ridisegnare la mobilità lungo tutta la tratta tra riva e torbole, spingendo sulle ciclabili, le auto elettriche e nuovi servizi “green” per il turista. il tutto per fare della zona del lago «un’isola verde» unica nel suo genere.

Enzo bassetti, già primo cittadino di riva del garda negli anni ’80, noto albergatore e presidente della sezione unione albergatori trentini dell’alto garda e ledro, si iscrive senza riserve al partito dei favorevoli al collegamento ferroviario tra riva e rovereto. ricorda bassetti che «nell’alto garda c’è una larga condivisione del progetto e gli operatori economici e turistici della nostra zona sono ormai convinti della necessità di andare nella direzione delle sostenibilità in tutti gli investimenti rivolti ai turisti, dall’accoglienza alla mobilità».

Senza la ferrovia, sostiene bassetti, sarebbe difficile pensare ad una rivoluzione della mobilità, anche perché il collegamento san giovanni-cretaccio, rivolto al traffico veicolare, di sicuro non spinge verso una mobilità verde.

Scartando l’ipotesi di un collegamento leggero («qui ci vuole un treno vero»), bassetti ritorna al tema dell’unione tra la baviera e il garda, grazie anche al tunnel del brennero. «un collegamento ferroviario non va inteso solo come opera fine a se stessa, ma anche come volano di sviluppo per i territori che vengono attraversati. in questo caso rappresenterebbe una scommessa per rovereto, mori, arco e riva. ma, più in generale, potrebbe rappresentare un pungolo anche per altri collegamenti ferroviari sul territorio provinciale. penso alla val di sole con il tonale e oltre, ma anche al trentino orientale».

Bassetti, però, non dimentica i critici verso l’opera: «qualcuno obietta che i surfisti e bikers sceglieranno sempre la macchina per la comodità di portarsi a presso i propri mezzi. ma io non la penso così. penso invece che, se il territorio saprà far crescere i servizi, i turisti potranno partire “leggeri” da casa e noleggiare surf o biciclette direttamente in riva al lago. anzi, si potrebbe pensare di far lasciare le auto all’esterno del tratto riva-torbole e accogliere e trasportare i turisti da un luogo all’altro sia con i mezzi pubblici, sia con piccole auto elettriche di proprietà delle strutture alberghiere, un po’ come succedeva negli anni sessanta quanto i facchini accoglievano i turisti alla stazione con i carretti e li trasportavano direttamente in albergo. del resto riva e torbole hanno una viabilità che si muove solo a 180 gradi, perché negli altri 180 c’è il lago. ecco perché sarebbe vitale far diminuire il traffico dei veicoli. e la ferrovia va proprio in questa direzione».

 









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