SCUOLA

I genitori anti-Dad del Trentino chiamano a raccolta i Comuni: “Portate la nostra voce alla Provincia”

Lettera alle amministrazioni del comitato spontaneo scuola in presenza, che organizzerà la manifestazione di sabato alle Albere (foto Ansa)



TRENTO. Dopo avere organizzato la manifestazione in programma sabato 27 al parco delle Albere il comitato spontaneo scuola in presenza per la provincia autonoma di Trento si appella ai Comuni. Chiedendo il loro sostegno e di farsi portavoce delle istanze delle famiglie presso la Provincia. Lo ha fatto inviando alle amministrazioni comunali trentine una lettera, che qui pubblichiamo integralmente.

Buongiorno, 
siamo il comitato spontaneo scuola aperta per la provincia autonoma di Trento e chiediamo la riapertura di ogni scuola di ordine e grado.Le chiediamo a gran voce, in quanto riteniamo che le scuole siano dei luoghi sicuri, con i rigidi protocolli adottati si previene il contagio ed anche quando si verifica il tracciamento è semplice ed immediato (dato che le segreterie hanno il numero di telefono e il nome di entrambi i genitori ed anche dei docenti che sono stati a contatto con l'adulto positivo nelle ultime 48 ore).
Chiediamo alle amministrazioni comunali trentine di prendere posizione,dal momento che in base al principio di sussidiarietà, sono le più vicine ai cittadini. Chiediamo alle amministrazioni comunali trentine di presentare delle mozioni in consiglio comunale e quindi di prendere un impegno, ad interrogare la provincia circa la possibilità di riaprire le scuole di ogni ordine e grado laddove l'incidenza del contagio dimostrata in quella specifica scuola lo consenta e seguendo lo stesso principio, nei decreti la chiusura soltanto quando quella specifica scuola si rendesse teatro di un focolaio.

Se è vero che il governo centrale ha lanciato un diktat al quale è difficile disobbedire, è anche vero che i cittadini chiedono risposte ed avanzano proposte.
Chiediamo di portare le nostre voci di famiglie in provincia e di fare in modo che chi ci sta governando in questo momento possa portare le nostre proposte al governo centrale poiché appare scellerata l'idea di chiudere le scuole indiscriminatamente senza tenere conto del fatto che ci sono scuole in trentino che dall'inizio dell'anno hanno avuto soltanto poche classi in quarantena. 
Abbiamo bisogno di credere e di sentire che le persone che a vario titolo ci stanno rappresentando, in questo momento difficile di emergenza sanitaria, abbiano come priorità l'istruzione e quindi la riapertura delle scuole.
Quando una scuola chiude si presenta un problema di grande portata: da un lato viene meno la possibilità dello studente di confrontarsi con una scuola vera che dal vivo si rende conto delle sue effettive difficoltà, dall'altro si presenta un problema di logistica familiare, visto che non tutti i genitori possono lavorare da remoto ( ed anche in quel caso sono al lavoro e non in ferie).

Inoltre, purtroppo, la chiusura delle scuole costringe molti genitori ad appoggiarsi proprio a quella fascia di popolazione che si era detto di voler e dover tutelare con questo tipo di scelte ovvero i nonni e gli anziani in generale.
Così come il pomeriggio molti adolescenti si trovano in giro, ma come dar loro torto? Negata la socialità anche della scuola è davvero difficile convincerli a fare ancora un po' di sacrificio, a rimanere ancora un po' a casa.
Per tutte queste ragioni e perché crediamo che la scuola sia un servizio essenziale, non sospendibile e non erogabile a distanza, chiediamo di essere appoggiati nel richiedere la riapertura delle scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio provinciale.
Ringraziamo per l'attenzione e porgiamo cordiali saluti
Il comitato scuola in presenza per la provincia autonoma di Trento

 













Scuola & Ricerca

In primo piano