Arrampicare tutta la vita: rischio, responsabilità e passione. Conversazione con Rolando Larcher
Il noto alpinista trentino protagonista del quinto episodio della serie "Oltre la vetta", prodotta dal Cai e curata da Sofia Farina, che esplora il dolore, la perdita e la rinascita attraverso le voci di chi ha vissuto un lutto in montagna. In questa puntata uno dei protagonisti dell’arrampicata italiana racconta come il rapporto con il rischio si trasforma nel tempo
INTERVISTA Sofia Farina, coordinatrice del progetto "Oltre la vetta"
EPISODIO 1 Trasformare il dolore in possibilità, con Marina Consolaro
EPISODIO 2 «Vivere davvero», con Matteo Della Bordella
EPISODIO 3 «Troppo grande per non avere senso»: Marta Lualdi, il lutto e la rinascita
EPISODIO 4 Raccontare la montagna senza rimuovere l’ombra: Enrico Camanni
Prosegue con un nuovo episodio la collaborazione fra Giornaletrentino.it e Club alpino italiano, per la diffusione del videopodcast Oltre la vetta, prodotto dal Cai nazionale e curato da Sofia Farina, che esplora il dolore, la perdita e la rinascita attraverso le voci di chi ha vissuto un lutto legato alla montagna.
Cosa succede quando una passione dura tutta la vita? Come cambia la percezione del rischio dopo un incidente grave? E come si convive con la consapevolezza che in montagna esiste sempre una quota di imprevedibilità?
In questa puntata incontriamo il trentino Rolando Larcher, classe 1965, uno dei protagonisti dell’arrampicata italiana, per una conversazione che attraversa oltre quarant’anni di esperienza verticale. Dall’alpinismo degli anni Ottanta all’arrampicata sportiva, dalle vie tradizionali alla paternità vissuta in cordata, Larcher racconta come il rapporto con il rischio si trasformi nel tempo, passando dall’ambizione alla responsabilità, dalla spinta a osare alla capacità di rinunciare.
[nella foto qui sopra, Rolando Largher, dal profilo Instagram dello scalatore]
Il dialogo tocca temi centrali e spesso rimossi: gli incidenti evitati per caso, la memoria del volo, la paura che resta nel corpo, il peso degli affetti, la perdita di amici in montagna, il rapporto complesso con la neve e con i pericoli oggettivi.
Spazio anche a una riflessione critica sulla narrazione contemporanea degli sport outdoor, tra social media, immagini estreme e messaggi parziali che rischiano di normalizzare l’esposizione al pericolo.