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Lago di Garda, dimezzata la portata della derivazione

Le piogge dei giorni scorsi hanno irrigato a sufficienza le campagne padane: ora la speranza è che il livello delle acque del lago possa tornare a salire



LAGO DI GARDA. Le piogge di martedì 26 luglio hanno fornito qualche ora di tregua alla Pianura Padana in preda alla siccità, così arriva una decisione attesa per la comunità gardesana: la derivazione di acqua in uscita dal Lago di Garda è stata dimezzata, con una riduzione da 60 a 33 metri cubi al secondo.

Una scelta importante anche per il bacino idrico più grande d’Italia, il cui abbassamento del livello idrometrico –insufficiente l'alimentazione del fiume Sarca, anch'esso colpito dalla siccità–  negli scorsi giorni si è avvicinato ai 40 cm, costringendo i servizi di navigazione a sostituire gli aliscafi con catamarani.

L'operazione di riduzione delle acque in uscita, iniziata alle 8.30 di mattina di ieri 27 luglio, è stata attuata sotto la direttiva dell'Agenzia interregionale per il fiume Po, in accordo con i Consorzi del Mincio e Garda Chiese.

Area interessata la diga di Salionze-Monzambano, attraverso cui l'acqua del bacino più grande d'Italia fluisce verso le campagne mantovane. Presente anche Filippo Gavazzoni, assessore comunale di Peschiera del Garda con delega alla tutela del Lago, che ha testimoniato come le precipitazioni nelle zone interessate dalla derivazione siano state sufficienti per operare la riduzione della fornitura d'acqua.

















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