mottarone

Soldi per cure e studi, il nonno di Eitan verso il patteggiamento

Il piccolo unico sopravvissuto alla strage della funivia. Le due parti della famiglia tornano a parlarsi. Gli avvocati: «Avviato un dialogo nell'interesse del bambino»


Alessandro Repossi


PAVIA. La volontà di riprendere un dialogo tra i due rami della famiglia, dopo mesi di battaglie legali e dure contrapposizioni. E, sotto il profilo giudiziario, un possibile patteggiamento nel procedimento a carico di Shmuel Peleg, nonno materno di Eitan - il bambino unico sopravvissuto nella tragedia della funivia del Mottarone del 23 maggio 2021 (nella quale ha perso i genitori, il fratellino di 2 anni e i bisnonni) - e di Gabriel Alon Abutbul, autista e presunto complice del nonno.

Entrambi sono accusati di sequestro aggravato, sottrazione di minore all'estero e appropriazione indebita del passaporto per la vicenda del presunto rapimento del piccolo avvenuto l'11 settembre del 2021, quando aveva 6 anni e fu portato in Israele. E' quanto emerso dall'udienza preliminare apertasi oggi (24 novembre) a Pavia, davanti al gup Pietro Balduzzi. L'udienza è stata aggiornata a martedì 13 dicembre alle 9, su richiesta dei difensori degli imputati, nel tentativo nel frattempo di giungere ad un accordo nell'interesse di Eitan.

L'accordo per il patteggiamento dovrebbe prevedere una "pena sospesa", con una condanna quindi inferiore ai due anni. Inoltre il nonno Shmuel si sarebbe impegnato anche a garantire un risarcimento di alcune decine di migliaia di euro, per sostenere le cure che suo nipote (che oggi ha 7 anni) sta sostenendo e i suoi futuri studi. Il giudice oggi ha ammesso la costituzione di parte civile da parte di Eitan, rappresentato dall'avvocato Fabrizio Ventimiglia, e della zia paterna Aya Biran, per la quale erano presenti i legali Giuseppe ed Emanuele Zanalda. Contro la costituzione di Aya Biran si erano opposti i difensori di Shmuel, ma il gup ha rigettato l'opposizione. "Si arriverà al patteggiamento? Valuteremo - ha commentato l'avvocato Sara Carsaniga, uno dei difensori di Shmuel Peleg all'uscita del palazzo di giustizia di Pavia -. Quel che è più importante è che si sia aperto un dialogo: è un bene per il bambino e anche per suo nonno". "Abbiamo formalizzato la costituzione di parte civile nell'interesse del bambino, già gravemente provato dalla tragedia che ha dovuto, suo malgrado, vivere - ha affermato l'avvocato Ventimiglia -. L'animosità tra i parenti non l'ha certamente agevolato. Sono fiducioso che si trovi un accordo nell'interesse del minore. Oggi Eitan sta seguendo un suo percorso di recupero, nel quale va tutelato così come per il suo futuro scolastico".

Per i legali di Aya Biran "è positivo che, finalmente, ci sia stata un'ammissione di responsabilità da parte degli imputati per i reati loro contestati. La richiesta di risarcimento? Non è subordinata alla costituzione di parte civile; è una strada che percorreremo con un procedimento civile". 

















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