quarantene

Scuola, governo diviso: la Lega stoppa la Dad solo per i no vax

Domani il parere del Cts e il consiglio dei ministri. Salvini: “No a discriminazioni tra bambini”. Verso durata illimitata del Green Pass a chi ha fatto il booster


Lorenzo Attianese e Matteo Guidelli


ROMA. La modifica del sistema delle quarantene a scuola torna a dividere il Governo e, alla viglia del Cdm, si riapre il dibattito sull'introduzione di un distinguo tra bambini con o senza dose.

Dopo il 'no' annunciato dalla Lega, che chiede di "non imporre alcuna differenziazione tra bimbi vaccinati e non", resta in bilico l'ipotesi di prevedere la Dad alle elementari - come già succede per le medie e le superiori - solo a partire dai tre casi e solo a chi non è immunizzato.

Rispetto a quanto prospettato negli ultimi giorni dall'esecutivo, il segretario del Carroccio Matteo Salvini è convinto invece "dell'esatto contrario" e chiederà inoltre a Draghi un "allentamento delle restrizioni". A redimere la questione potrebbe essere il Comitato tecnico scientifico, che domani (2 febbraio) si riunirà per fornire un parere sulla gestione dei positivi a scuola (restano escluse al momento, valutazioni in merito alla norme sull'autoisolamento per le scuole dell'infanzia) anche se l'orientamento della maggioranza del governo sarebbe quello di procedere all'equiparazione delle regole per le elementari a quelle delle medie e delle superiori.

Nell'ala di centrodestra Forza Italia - con il suo leader Silvio Berlusconi - chiede nuove regole per le quarantene e per la didattica a distanza, aggiungendo: "bisogna che siano distribuite gratuitamente le mascherine Ffp2 negli istituti".

All'esame del Consiglio dei ministri ci sarà anche la modifica della durata del Green pass dei soggetti vaccinati con tre dosi: l'ipotesi sul tavolo prevederebbe una durata illimitata del certificato verde, fatte salve nuove situazioni di carattere sanitario e in attesa che Ema e Aifa decidano su una eventuale quarta dose. Non è invece certo se il provvedimento di domani conterrà le annunciate modifiche al sistema dei colori delle regioni e al computo dei ricoveri per Covid.

Nelle prossime settimane invece un altro tema è pronto a montare nel dibattito politico. Dopo l'ipotesi lanciata qualche settimana fa dai governatori, aumenta il pressing per la riduzione graduale delle misure. I due sottosegretari alla Salute Pierpaolo Sileri e Andrea Costa, seppure indicando tempistiche differenti, pensano ad un ritorno alla "vita normale" anche per chi è malato senza sintomi, allentando le limitazioni alle persone positive al Covid ma asintomatiche.

Sileri indica "in un paio di settimane, quando vedremo un calo importante delle terapie intensive", la possibilità di "far condurre la vita in modo normale ai positivi asintomatici", magari usando la mascherina Ffp2. "Si tratta di una valutazione da fare nei prossimi giorni", spiega. Questa eventualità è condivisa e posticipata alla prossima estate dall'altro sottosegretario, Andrea Costa: "Dobbiamo arrivare a convivere col virus", dice.

Aldilà degli scenari politici, i segnali di un miglioramento ci sono. Con il picco alle spalle, la curva dei contagi ha ormai cominciato la sua discesa e le percentuali nazionali di posti occupati da pazienti Covid in area non critica e in terapia intensiva restano stabili (rispettivamente al 30 e al 16%). Nei reparti di rianimazione i numeri sono già calati in quattro regioni - Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Sardegna - e nella provincia autonoma di Trento.

L'ultimo bollettino registra dati in calo, anche se il numero delle vittime resta molto alto: 133.142 contagi, ma con un tasso di positività sceso dal 12 al 10%, altre 427 vittime e ospedalizzazioni ancora col segno meno.

In attesa del ritorno graduale alla normalità sono intanto scattate una serie di misure già annunciate nei precedenti decreti e che stringono ulteriormente la morsa sui no vax: sono entrate in vigore le multe per quegli over 50 che non si sono sottoposti alla vaccinazione nonostante l'obbligo (circa un milione e mezzo di persone). Inoltre bisogna adesso avere almeno il Pass base (che si ottiene con tampone) per accedere ad un qualunque ufficio pubblico o a servizi postali, bancari e finanziari, e alle attività commerciali. Si può accedere senza Pass solo nei negozi di prodotti alimentari e bevande, nelle farmacie, negli studi medici o veterinari, nelle caserme e negli uffici giudiziari per attività indifferibili quali le denunce, edicole all'aperto, negozi per l'igiene personale e di ottica. Nuove misure sono appena entrate in vigore anche per chi rientra dall'estero da un Paese Ue: basterà il certificato verde, senza la necessità dunque del tampone negativo. 













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