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Inps, arriva la cassa integrazione contro il caldo estremo: sopra i 35 gradi si potrà richiedere il sussidio

La misura per combattere il pericolo di incidenti sul lavoro connessi al caldo
IL MEMORANDUM - I consigli per ridurre i rischi da stress termico

ROMA


ROMA. Con la crescita delle temperature, aumentano anche i rischi di incidenti sul lavoro connessi allo stess termico. Così si corre ai ripari: in Trentino, ad esempio, il 13 luglio è stato stilato un memorandum con le principali misure di precauzione per i lavoratori più esposti. 

Il problema non è passato inosservato nemmeno a Roma, dove l'Inps ha dato l'ok alla possibilità per le aziende di richiedere la Cassa Integrazione per i propri lavoratori qualora la temperatura reale o percepita sia superiore ai 35 gradi, e comprometta dunque le possibilità o gli orari di lavoro.

«Le imprese - recita una nota congiunta Inps-Inail - potranno chiedere all'Inps il riconoscimento della Cigo (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) qualora il termometro superi i 35 gradi centigradi. Ai fini dell'integrazione salariale, però, possono essere considerate idonee anche le temperature percepite». Insomma, il caldo eccessivo sarà considerato un fattore valido per la riduzione o la sospensione delle attività. Una misura che viene incontro specialmente alle categorie di lavoro più esposte (ad esempio edilizia, cantieri stradali, industria, agricoltura, serre e lavanderie).

La nota integra una precedente pubblicazione Inail che chiarisce le linee guida per prevenire le patologia da stress termico tenuto conto che I fenomeni climatici estremi sono in relazione con un aumento del rischio di infortunio sul lavoro.

«I fenomeni climatici estremi aumentano il rischio di infortuni sul lavoro e abbiamo dato una pronta, urgente e necessaria risposta», ha scritto su twitter il ministro del lavoro Andrea Orlando.













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