La memoria della Guerra in diciannove itinerari

Escursioni per tutti i gusti e difficoltà sui monti fra Valsugana e Tesino in una cartina tematica organizzata dall’Apt Lagorai al profumo di storia


di Marco Benedetti


TRENTO. I segni e i ricordi della Grande Guerra in Trentino sono ancora vivi nella memoria di molte località e montagne sul territorio della Valsugana e del Tesino, benché non interessata direttamente da significative azioni di guerra, se si esclude l'episodio di Carzano nel settembre del 1917 che avrebbe potuto diventare una Caporetto austriaca. All'inizio delle ostilità le truppe austro ungariche, quattro reparti di Standschützen e un battaglione della Landsturm - in tutto circa tremila uomini - si attestarono a fine maggio sulla linea che oggi coincide con il crinale principale della catena dei Lagorai, tra il monte Panarotta e il Passo Rolle. Le truppe italiane quindi poterono penetrare lungo la valle del Brenta e sui rilievi del massiccio di Cima d’Asta-Rava-Tolvà. E sono proprio questi i luoghi dove è possibile effettuare una serie di escursioni, adatte anche alle famiglie, tra le memorie del Primo conflitto in Valsugana. In totale sono 19 questi percorsi escursionistici descritti in una cartina tematica realizzata dall’Apt Valsugana Lagorai. Otto sono le escursioni a carattere storico-ambientale percorribili anche da nuclei familiari o da persone senza esperienza di montagna. Sono il Monte Panarotta e il Monte Fravort con le trincee citate da Robert Musil nei suoi diari, i due forti di Colle delle Benne a Levico Terme riaperto da pochi mesi e il Forte di Tenna, l'escursione da Passo Vezzena al Forte Spitz Verle sul Pizzo di Levico, l'Area Storica Zoparina in Val di Sella, l'Anepoz con il cippo confinario fra Trentino e Veneto risalente al 1752 e gli affascinanti Castelloni di San Marco al confine settentrionale dell'Altopiano della Marcesina, il Trincerone di Grigno costruito dalle truppe italiane, il caposaldo di Monte Lefre con le sue trincee, Sasso Gamberale e Col Fortin. Salendo in quota ecco gli otto percorsi consigliati ad escursionisti e alpinisti più esperti: la Cima Manderiolo percorrendo il sentiero Barone Ippoliti, i Cimiteri di guerra tra Brenta e Ortigara sopra la Val di Sella, la Cima della Caldiera e il Monte Ortigara, e ancora il trekking a Cima del Frate che tocca la celebre scalinata del Monte Tombolin di Rava scolpita dai militari nelle rocce granitiche. Tra la Val Campelle e la Val di Rava si sviluppa il Percorso della Memoria” Battaglione Monrosa”, e poi il Colle di San Giovanni, il Passo Cinque croci, la Cima Socede, il caposaldo di Monte Valpiana spingendosi fino ai resti dell'ospedale militare Herta Miller Haus, il panoramico Monte Cimone sopra l'abitato di Caldonazzo. Tra le proposte vi sono anche tre veri e propri trekking, traversate con pernottamenti nei rifugi del Lagorai per i più allenati ed esperti: si tratta dell'Alta via del granito, Lagorai panorama, e il Trekking delle Sette Selle, itinerario letterario in alta Valle dei Mocheni dedicato a Robert Musil.













Ambiente&Percorsi

LA STORIA

Dalla pianura padana alle Dolomiti: la scelta di Giorgia Ascari, designer di caschi

Tra i pochissimi designer italiani di caschi da go-kart e auto da corsa, da quasi vent'anni si è spostata nel Bellunese, a Gosaldo, proprio sul confine con il Trentino, nella zona delle Pale. Ha creato il suo laboratorio nella minuscola frazione Ren: otto abitanti in tutto di cui quattro sono lei, il marito e le due figlie

LIBRO Sagron Mis, testimonianze di una comunità di 175 abitanti
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Primo piano

il lutto

Tragedia per strada in Piemonte: muore il trentino Ivano Rinaldi

Durante una breve vacanza con la famiglia nelle Langhe, il 41enne è finito con l'auto contro alcune vetture parcheggiate in una via di Alba. All'origine, pare vi sia stato un malore improvviso, illesi la moglie e il figlio che viaggiavano con lui. Originario della Valsugana, era il direttore generale di Siad, la società di servizi della coop dei negozi Dao. Il cordoglio profondo nel mondo della cooperazione: «Una persona vera e genuina, resta un vuoto impossibile da colmare»

la ricerca

Online la mappa sonora delle lingue minoritarie del Nord Italia

Il progetto AlpiLinK ha "mappato" 18 parlate, raccogliendo in due anni migliaia di file audio, ora disponibili sul sito Web dell'iniziativa, a cura delle università di Verona, Bolzano, Trento, Torino e Valle d'Aosta. Hanno dato il loro contributo anche 3.300 volontari, residenti in 1.033 comuni: a Luserna la più alta percentuale di popolazione locale coinvolta. Ecco come ascoltare le frasi nelle diverse lingue minoritarie e dialetti comparandole, dal mocheno al trentino, dal cimbro all'occitano, dal veneto al ladino, dal tirolese al walser