Le Grave, alla scoperta di un ambiente lunare fra pini bonsai e vedute "spaziali"
L'area naturale protetta, vicino al lago di Santa Colomba, in alta Valsugana, offre diversi percorsi adatti anche all'inverno, per esplorare un colle del tutto speciale, con cima a quota mille: una vegetazione sorprendente è cresciuta sui materiali di scarto delle antiche miniere e da quassù i panorami sono sorprendenti
FOTOGALLERY Doss delle Grave: camminando nella storia in Valsugana
Il biotopo le Grave è un'area naturale protetta, a tutela integrale, che presenta rimarchevoli suggestioni naturalistiche e paesaggistiche in tutte le stagioni, inverno compreso, quando può capitare di trovarci la neve. La sommità sfiora infatti quota mille e siamo vicino al suggestivo lago di Santa Colomba, nel territorio di Civezzano, in alta Valsugana (parcheggio).
Da qui c'è l'accesso più comodo, per un giro ad anello di circa tre chilometri, 150 metri di dislivello per un'oretta di cammino salendo al Doss de Le Grave, un colle coperto dal materiale di risulta della antica miniera d'argento, che date le condizioni particolari ha poi visto svilupparsi una singolare vegetazione di pini bonsai.
Dalla cima e dintorni il panorama è molto interessante, si apre verso la valle dell'Adige, con viste su Paganella e Bondone, a nord sulle valli di Cembra e Fiemme, a est su Piné e Lagorai, oltra all'alta Valsugana con Pergine e il lago di Caldonazzo. La discesa consente poi di costeggiare la torbiera Le Lore, che conserva ciò che rimane di un antico lago, per poi riprendere il sentiero verso Santa Colomba con qualche facile saliscendi nel bosco.
Lungo l'anello diversi pannelli illustrativi accompagnano il visitatore con informazioni preziose pe run inquadramentio naturalistico e storico del percorso.
Doss delle Grave: camminando nella storia con panorami a 360 gradi
Un percorso ricco di sorprese verso l'area protetta la cui sommità si trova a quota 991 metri, caratterizzata da una vegetazione particolare, come i pini bonsai cresciuti sugli scarti di una miniera d'argento. Si può raggiungere facilmente dal lago di Santa Colomba ma anche con altri giri intersecando più sentieri, nella zona del lago di Santa Colomba (Civezzano) - L'ARTICOLO
Questo l'accesso più facile, ma un altro itinerario di visita parte dalla frazione Bosco di Civezzano (750 metri), una delle varie «basi» da cui muovere verso questa zona caratterizzata dal contrasto fra un pendio arido e una piana umida, ai piedi del promontorio Doss Le Grave (991 metri per la precisione), che sarà il punto più alto della breve escursione (un paio d'ore, cartina Kompass 647).
Raggiunto Bosco (parcheggio presso il parco giochi), si sale sulla strada asfaltata e, al primo incrocio, si segue a destra il segnavia Sat per il biotopo e il lago di Santa Colomba (ignoriamo, a sinistra, una carrareccia con indicazioni per Prà Maor e monte Calisio, sentieri 420 e 421, possibile variante per allargare il giro).
Percorriamo la stradina in salita, tenendo la sinistra. Abbandonate le ultime case sparse, camminando ora su fondo sterrato, ci troviamo a un bivio con segnaletica stradale e le prime tabelle del biotopo: prendiamo la pista a sinistra e procedendo sempre dritto cominciamo a inoltrarci nella zona protetta.
Poco avanti, nei pressi di un tabellone descrittivo di Le Grave, imbocchiamo sulla destra (sbarra verde, divieto di transito) un affascinante «sentiero di visita», erboso e incorniciato dall'erica, che si lascia sulla sinistra la torbiera per arrampicarsi sull'arida pietraia di porfido, custode della storia: è fatta di materiale di scarto delle antiche miniere d'argento.
Ben presto ai nostri occhi si aprirà un panorama sorprendente per ampiezza e profondità.
Globularia, pino silvestre, roverella, orniello, pero corvino, ginepro e uva ursina sono fra le poche specie caratteristiche di questo ambiente secco, la cui povertà costringe le piante a singolari «contorsioni» e a limiti di crescita che le rendono particolarmente originali in un'atmosfera quasi lunare.
Seguito all'incrocio il segnavia a destra per la sommità, si tornerà sui propri passi per poi proseguire il menzionato percorso di visita verso il lago di Santa Colomba, lasciandosi alle spalle anche la zona umida e passando accanto a gallerie e pozzi legati all'attività mineraria (canope e cadini) che ha segnato la storia di tutta questa zona.
In breve si giunge al lago e da qui si potrà rientrare a Bosco, seguendo in discesa per circa 800 metri la provinciale in direzione Civezzano per poi lasciarla a una curva a gomito sinistrorsa, per inoltrarci invece a destra sulla panoramica stradina (segnaletica presente) che fiancheggia il pendio e ci porta rapidamente a chiudere l'anello ritrovando dopo circa venti minuti l'incrocio iniziale con la strada sfaltata che avevamo percorso in salita dal parcheggio.
In alternativa, prima ancora, dopo un paio di centinaia di metri sulla provinciale, si può imboccare una strada forestale sulla destra (sbarra verde, vicino alla curva a gomito, accanto una casa) e proseguire sempre dritti, poi sarà un sentgiero in discesa che incrocerà la predetta mulattiera, si girerà a destra e in pochi minuti si raggiungerà la strada per Bosco e il parcheggio.
Si tratta di una meta che presenta tratti di originalità, adatta anche per escursioni autunnali o invernali, data la quota bassa le caratteristiche del terreno. E ripagherà anche per gli scorci di natura e i panorami che offre.