Politica

Conte alla Camera per la fiducia: “Crisi senza fondamento, ora voltiamo pagina”

Nel mirino del presidente del Consiglio è finito più volte Matteo Renzi: “Ora chiedo un appoggio limpido”



ROMA. Nel suo intervento alla Camera dei deputati, iniziato poco dopo le 12 di oggi 18 gennaio, per chiedere la fiducia il premier Giuseppe Conte definisce la crisi aperta da Matteo Renzi "senza alcun fondamento" e aggiunge: "Confesso di avvertire un certo disagio".

E’ convinto di aver "operato per il bene del Paese e per questo posso parlare a testa alta" e sottolinea i "danni provocati da questa crisi". Il centrodestra avverte: "Non serve al Paese un governo con numeri risicati".

Ora dice Conte «quel progetto ci dice che c’era una visione, un chiaro investimento di fiducia». Poi all’inizio del 2020, «l’uragano della pandemia» ci ha spinto ad affrontare «una sfida epocale», chiarisce Giuseppe Conte, e «in questi mesi così drammatici questa maggioranza ha dimostrato grande responsabilità, anche nei passaggi più critici».

Conte riprende: «Mi sono sempre adoperato per un’ampia azione riformatrice», cita gli interventi fatti in materia economica per uscire dalla crisi pandemica, «dagli scostamenti di bilancio, ai ristori», per chi aveva (e ha) perduto il reddito, poi arriva al merito della crisi. Quella crisi politica, di maggioranza, che si è aperta dopo il ritiro da parte di Italia Viva della delegazione di governo.

Sono qui, sottolinea Conte – oggi non per annunciare nuove misure di sostegno o per bozza ultima del Recovery plan ma per provare a spiegare una crisi in cui non solo i cittadini ma io stesso alcun plausibile fondamento». Una crisi politica in questa fase? Si chiede retoricamente il premier, «No». «Questa crisi - dice Conte – ha provato profondo sgomento nel Paese e rischia di produrre danno notevoli. Questo Paese merita una governo coeso per portarlo fuori dalla pandemia».

Conte ha chiesto “un appoggio limpido” e ha rinunciato alla delega sull’intelligence.













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