Val di Non, Stefano Ciccolini: oltre alle mele i vigneti e in arrivo i ciliegi
La storia del 29enne che ha deciso di lasciare il lavoro che aveva e di impegnarsi con il fratello Andrea nell'azienda agricola di Rallo (Tassullo): «La passione è stata la molla»
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La storia di questa settimana viene da uno dei paesi più agricoli della valle di Non, Rallo (Tassullo), dove fra l’altro nel 1957 nacque uno dei primi cinque Club 3P. È la bella storia che vede al centro ancora una volta un giovane Stefano Ciccolini, 29 anni, che per passione, pur in possesso di un diploma superiore di perito delle costruzioni, dopo diverse attività, ha scelto di lasciare il posto di lavoro per costituire assieme al fratello Andrea una società semplice agricola.
Stefano Ciccolini è insediato in azienda dall’inizio del 2025. Considerato che il diploma tecnico del quale è in possesso non è valido per il brevetto professionale agricolo, Stefano sta frequentando il secondo anno del corso selle 600 ore organizzato dalla fondazione Mach sotto l’attenta guida del prof. Paolo Dallavalle.
«Un corso - afferma Ciccolini - molto interessante: mi sta permettendo di incontrare molti giovani provenienti da altre realtà e sto apprendendo una serie di norme sulla sicurezza fondamentali per chi gestisce un’azienda».
Stefano ha inoltrato domanda anche per il premio d’insediamento e ora sta attendendo la liquidazione. Con il premio, punta a rendere più sicura la lavorazione dei campi e a sostituire alcuni meleti con i vigneti. Sì, proprio i vigneti: da 15 anni sta coltivando il Rebo per uso familiare e da 4 anni ha aderito al progetto Melinda per l’introduzione di vigneti della varietà Chardonnay da valorizzare come base spumante.
I vigneti già messi a dimora sono su 3.500 metri quadrati. Quest’anno la produzione è stata ottima, sia dal punto di vista della qualità che della quantità. La zona vocata a vigneto è quella pendente verso il cementificio Tassullo. La superficie dell’azienda fra i terreni in proprietà che quelli in affitto e in comodato sfiora i sei ettari.
Alla domanda sul perché della scelta di entrare in azienda assieme al fratello Andrea, già oggetto della nostra intervista settimanale in passato, Stefano risponde che sicuramente la passione è stata la molla.
Fra i progetti di Ciccolini c’è la ulteriore diversificazione delle colture accanto ai meli, introducendo anche nuove varietà su indicazione di Melinda, al fine di rendere scalare la maturazione, il tutto, possibilmente con la sola mano d’opera familiare. Si parte dalle mele Gala fino alle varietà che maturano a fine ottobre e ora l'intenzione è di mettere a dimora anche ciliegie Kordia e Regina.
Lui non ha mai avuto dubbi sulla sua scelta di fare l’imprenditore agricolo, gestendo l'azienda d’intesa con il fratello.
A proposito del suo rapporto con l’ambiente in una zona molto sensibile al problema fitofarmaci, Stefano è cosciente che è indispensabile operare nel massimo contenimento possibile dei fitofarmaci nel rispetto totale del protocollo di autodisciplina che ogni anno viene aggiornato dai tecnici della FEM, d’intesa con le cooperative agricole interessate. «Tutto nell’interesse innanzitutto della nostra salute, come produttori ma anche come consumatori».
Poi, su questo tema, Stefano aggiunge: «Abbiamo pensato anche alla trasformazione in azienda biologica, ma in questo momento non sarebbe possibile, perché è suddivisa in ben 17 appezzamenti, quindi con enormi problemi di deriva».
Tutte le produzioni: mele e uva per ora, ma anche ciliegie in futuro, sono conferite al Consorzio frutta di Rallo aderente a Melinda che di fatto è responsabile della promozione vendita. Anche il prezzo di vendita è considerato remunerativo: «La media dell’ultimo quinquennio è stata quella di euro 0,60 a kg e con una resa ad ettaro come la nostra che si aggira sugli 800 quintali ad ettaro è buona». Sul piano cooperativo, Stefano è componente del cda del Consorzio frutta di Rallo.
Stefano è impegnato nello sci club di Rallo che svolge un’attività benefica a favore dei bambini, che vengono portati in pista per imparare. Inoltre, è coinvolto nei diversi eventi di tipo ricreativo che ogni anno si realizzano a Rallo. «E tempo permettendo, inforco la bicicletta per qualche bella sgambata», aggiunge.
E che dicono gli amici di questa scelta in agricoltura?
«A Rallo ho diversi amici che condividono con me la professione di frutticoltore e con i quali ci scambiamo pareri e nei prossimi anni ne arriveranno altri 4-5. Per me la frutticoltura in valle di Non ha delle prospettive interessanti, certo, per partire, dati i costi attuali della terra, bisogna avere una famiglia con un’azienda alle spalle».