generazioni

Roncone, Alex Salvadori: «In stalla sono felice, obiettivo dare più benessere alle vacche»

Intervista con il ventitreenne che opera nell’azienda zootecnica di produzione latte fondata dal papà: «La passione per gli animali è stata sempre parte di me. Il mio ruolo riguarda mungitura, gestione dei pascoli e prati, acquisto della materia prima»

MENDOLA Jessica Larcher: «Far risuonare valli che rischiano il silenzio»
MORI Noemi Cimonetti: unisco passione per gli animali e psicologia
VAL DI SOLE Sergio Zanella: il prof contadino fra api, pecore e galline


CARLO BRIDI
RONCONE


Ancora una volta siamo a raccontare la storia di un bravo giovane allevatore dopo quella bella di Mirco Schir della scorsa settimana. Il nostro giovane di oggi viene dalla valle del Chiese, Roncone, dove opera all’interno di un’azienda zootecnica di vacche da latte.

Parliamo di Alex Salvadori, 23 anni, che dopo aver frequentato il Cfp Enaip di Tione/Condino, a  indirizzo carpenteria, ha frequentato il corso di 600 ore a San Michele per la zootecnia. Si è quindi insediato nell'azienda del papà, creando con lui una nuova società agricola semplice. Vi lavorano anche papà e fratello che aiuta solo nel week end perché ancora studente. 

Ha chiesto ed ottenuto il premio d’insediamento in azienda nel 2023 ed i 40 mila euro di premio d’insediamento gli ha utilizzati per l’acquisto di una falciatrice idrostatica, per sfalciare il fieno su pendii ripidi in modo da mantenere il territorio in ordine e pulito.

Il numero di capi allevati è complessivamente di 80 dei quali le vacche da latte sono 45 mentre i capi da rimonta sono 35. Le razze presenti in azienda sono prevalentemente brune e frisone. La produzione media a capo per lattazione è di circa 70 quintali. 

L’azienda ha una superficie complessiva di ettari 45 di prati stabili che vengono falciati tre volte all’anno perché sono in fondo valle. 

La maggior parte sono in comodato, quelli di proprietà sono circa due ettari.

«Con il nostro foraggio - spiega - riusciamo ad alimentare quasi per tutto l’anno la mandria. Acquistiamo solo erba medica e materia prima (mangime). 

Il latte viene venduto alla Latte Trento per circa 10 mesi l’anno per la produzione del Trentin Grana. Durante i mesi estivi il bestiame viene spostato a malga Avalina, gestita da mio papà Claudio. Il latte prodotto viene trasformato in alpeggio in burro e Formai da Mot. Io e mio fratello invece ci occupiamo a valle della gestione dello sfalcio.

La razione alimentare giornaliera è fatta con il carro miscelatore vengono miscelati fieno, erba medica e mangime».

 

Perché ha fatto la scelta di fare l’allevatore?                                            

«Perché la passione per gli animali e per accudire le vacche è stata sempre parte di me. Quando sono in stalla, quando sono con le mie vacche io mi sento rilassato e felice. Anche se ci sono i pensieri, perché il lavoro richiede attenzione e cura, questi passano in secondo piano, sento che sto facendo quello che amo e che mi fa stare bene.

Faccio questo lavoro fin da bambino quando passavo il mio tempo libero in stalla. Ho iniziato come lavoro vero e proprio appena preso il diploma alla fine del terzo anno di Enaip. Inizialmente come coadiuvante, fino al 2021 quando ho creato insieme a mio papà una nuova società, che è stata chiamata Kaizer. Il mio ruolo nell’azienda è quello della mungitura, di gestione dei pascoli e dei prati, l’acquisto della materia prima». 

Quali progetti futuri?

«Passare da una stalla a stabulazione fissa a una a stabulazione libera, per il benessere delle vacche. 

Il mio sogno nel cassetto è ingrandire lo spazio dedicato alle vacche, per consentire loro una vita più comoda e libera possibile. Spero di essere in futuro soddisfatto e felice di quello che sto costruendo e che costruirò e spero di coltivare sempre, insieme alla mia famiglia attuale e futura, questa passione.

Non sono assolutamente pentito della mia scelta, mi alzo la mattina contento. E per me è già una soddisfazione, nonostante, è inutile negarlo, la fatica». 

Quale rapporto ha con l’ambiente naturale?

«Un allevatore ha per forza rapporti con l’ambiente, ed è anche questo uno dei lati belli del mio mestiere. Dobbiamo lavorare nell’ottica di mantenere l’ambiente un posto più sano e pulito.

Il nostro compito è fare capire che il nostro lavoro è importante nonostante sia spesso visto come il “male” del mondo.  Al momento non penso al biologico. Il latte viene conferito alla Latte Trento e non posso assolutamente lamentarmi, la cooperativa va bene».

Alex è Impegnato nel corpo dei vigili del fuoco volontari di Roncone, nel consorzio miglioramento fondiario ed è membro dell’Unione allevatori di valle.

Non ha molto tempo libero, quel poco che ha lo dedica alla fidanzata Matilde che ha anche lei una grande passione per gli animali ma anche alla famiglia.

Cosa dicono gli amici della scelta agricola?

«Sono d’accordo, ho soprattutto amici che a loro volta hanno un po’ questa passione. Io mi ritengo fortunato, per aver avuto l’appoggio di mio papà: l'azienda già avviata da lui mi ha permesso di raggiungere il mio sogno. Altrimenti non sarebbe stato per niente facile.  A Roncone vi sono pochi altri giovani altri allevatori».

Allora tutto rose e fiori?

«No, una delle difficoltà del mio lavoro è legata ai grandi carnivori. C'è la paura costante di poter perdere le bestie al pascolo ma non solo. Questa estate fuori dalla stalla in paese i lupi hanno sbranato una cerva. E questo a 100 metri dalla mia porta, quindi non si può stare tranquilli neanche vicino a casa, la notte. Abbiamo dei seri pensieri per quello che si prospetterà nel futuro delle malghe e dei pascoli».













Ambiente&Percorsi

LA MOSTRA

Alla scoperta delle rivolte contadine e delle proprietà collettive

Il Museo Diocesano Tridentino propone incontri di approfondimento e visite guidate sul filo conduttore delll'esposizione "Poveri diavoli" dedicata ai fatti del 1525 nel principato vescovile di Trento. Oggi, giovedì 11 dicembre, conversazione sul tema «Obbedisci a quelle leggi che tu stesso hai fatto»

turismo

«L’elicottero per innevare il Palon è un segnale gravissimo, la montagna chiede rispetto»

Dodici associazioni ambientaliste chiedono al Comune di Trento uno stop: «Il 5 dicembre la neve naturale risultava quasi assente a causa del forte vento, oltre 40 rotazioni in elicottero per potare su quella artificiale, con emissione in atmosfera di almeno una tonnellata e mezzo di CO2. Queste azioni sono il simbolo di un modello che forza la montagna oltre i suoi limiti. Serrve un cambio di rotta immediato»

FUNIVIA Trento-Bondone: una petizione chiede un tracciato diverso
BONDONE Dal 5 dicembre al 6 aprile la nuova stagione dello sci
VIOTE Aprono le piste del fondo e il parco giochi sulla neve

Primo piano