Dal turismo arabo nuove opportunità per tutto il lago
Per spesa effettuata durante il soggiorno sul Garda si tratta di presenze misurabili oltre i livelli medi: un segmento in crescita che richiede anche adeguamenti sul fronte dell'ospitalità. I dati dell’Osservatorio nazionale in collaborazione con Nexi e il ruolo "pilota" di Salò
ANALISI Sul lago tedeschi in calo, più arabi e scandinavi
Salò diventa punto di riferimento per il turismo arabo e potrebbe diventare un’opportunità. Ma dal momento che si tratta di presenze in costante aumento – anche a Riva del Garda si tratta di arrivi ormai consolidati – Salò potrà avere anche un ruolo pilota per tutto il Garda.
A questo proposito è interessante quanto emerge dal rapporto “Tourism and Incoming Watch” elaborato da Nexi con la direzione scientifica dell’Osservatorio nazionale del turismo: il provincia di Brescia il Tax Free è suddiviso tra il 17% statunitense, l’11% degli Emirati Arabi ed il 10% inglese con uno scontrino medio di 775 euro.
I principali settori d’acquisto sono quelli della moda e della gioielleria.
I turisti provenienti dai Paesi Arabi sono anche quelli che spendono di più.
Relativamente all’utilizzo della carta, le cifre transate sono il doppio rispetto a tutte le altre nazioni: 913 euro per l’Arabia Saudita e 822 per gli Emirati Arabi, rispetto ad una media di 411 euro.
Una criticità è data dalle diverse abitudini nel campo gastronomico che esclude una delle eccellenze gardesane come l’abbinamento cibo-vino.
Tutto il settore della ristorazione si sta progressivamente adeguando proponendo menù più ampi e puntando su proposte analcoliche di qualità, come lo può essere la Cedrata Tassoni che già diede fama mondiale a Salò.
Di certo il percorso per ottimizzare l’ospitalità in questo nuovo segmento turistico è ancora lungo e serviranno momenti di confronto tra gli operatori del settore per non farsi trovare impreparati nell’ospitalità di un turismo culturalmente molto diverso rispetto a quello tradizionale.