IL PUNTO

Il turismo fra novità e incertezze: sul lago tedeschi in calo, più arabi e scandinavi

Dibattito di metà stagione sull'andamento estivo, con opinioni diverse fra gli operatori: pessimismo e ottimismo a confronto. Intanto, Confcommercio presenta un sondaggio sul turismo arabo nel Garda trentino


Redazione
LAGO DI GARDA


TRENTO - Il lago di Garda non è più la meta preferita dai turisti tedeschi ma sono in crescita altre provenienze, come il mondo anglosassone e sono in forte espansione i numeri dai Paesi arabi.

In questi giorni d'agosto, peraltro dopo un mese di luglio inclemente per il meteo, qualche testata nazionale ha scritto di una flessione del settore, che sarebbe legata anche al carovita, con prezzi in aumento, alle abitudini meno "spendaccione" di una parte dei nuovi ospiti gardesani rispetto alla clientela tedesca. Quest'ultima, osservano alcuni operatori, sarebbe scoraggiata anche dai problemi di viabilità sull'asse del Brennero derivanti dal mega cantiere del ponte Lueg, in Austria.

A un primo sguardo, stando quanto riportato anche dai media locale, a registrare una flessione sarebbe solo una parte delle attività ricettive, mentre altri albergatori spiegano che si nota soprattutto di una nuova modalità di prenotazione, con maggiore ricorso al last minute e quindi più difficoltà di programmazione e di bilancio preventivo sull'andamento stagionale.

A gonfie vele, invece, sarebbe il trend che si registra nei campeggi, dove risultano in crescita gli arrivi da Scandinavia e Paesi Bassi, come sostituti delle tradizionali presenze germaniche.

Restano da verificare i riflessi di questa parziale metamorfosi della clientela su negozi, bar e ristoranti: sarà vero, come osserva qualche operatore, che i "nuovi" ospiti tendono a spendere meno dei tedeschi?

Per tornare al turismo arabo, la tendenza è stata riscontrata già nell'estate del 2024 e Confcommercio Alto Garda e Ledro ha promosso un sondaggio che fa discutere. Il presidente dell'associazione Claudio Miorelli butta acqua sul fuoco e sottolinea che "il punto non è dire bene o male in astratto, ma capire come un fenomeno si inserisce nel modello di sviluppo della nostra destinazione, come incide sulla qualità dell'offerta e sull'equilibrio con la clientela storica.

La nostra missione è tradurre il sentiment delle imprese in elementi concreti, su cui aprire un dibattito pubblico serio e costruttivo", spiega in una nota.

Il sondaggio "raccoglie esperienze, opinioni e osservazioni di chi vive ogni giorno il contatto con questo segmento turistico", spiega Miorelli e i risultati completi verranno presentati prossimamente, in una conferenza stampa dedicata. Il ruolo di

Confcommercio è "rappresentare fedelmente il tessuto imprenditoriale e stimolare le istituzioni a una governance attiva, che definisca regole, strumenti e strategie prima di incentivare o scoraggiare determinati flussi turistici".













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