memoria

A Milano il murale con Primo Levi e Anna Frank contro l'antisemitismo

Nel Giorno della memoria l'artista contemporaneo aleXsandro Palombo torna alla Caserma Montello di Milano con un nuovo murale che ritrae Primo Levi e Anna Frank, realizzato su ciò che resta delle opere dedicate nel 2025 ai sopravvissuti della Shoah Liliana Segre, Edith Bruck e Sami Modiano, "murales ripetutamente colpiti da azioni antisemite" si ricorda in una nota.

Nella prima opera, intitolata 'Arbeit Macht Frei' e dedicata a Edith Bruck, la grande stella blu di David era stata rimossa dalla bandiera d'Israele che copriva le spalle della scrittrice ungherese. Sulle figure dei tre sopravvissuti era stata disegnata una grande stella di David, il segno uguale e la svastica nazista. Tutte le stelle di David gialle, simbolo di esclusione e sterminio, erano state sfregiate. Negli episodi più recenti le opere erano state completamente ricoperte di vernice bianca; su quella superficie erano poi comparse nuove scritte, tra cui 'Israeliani nazisti', 'Palestina libera' e 'Gaza campo di concentramento', quest'ultima tracciata proprio sopra il motto 'arbeit macht frei' presente in uno dei lavori originali.

"È in questo clima globale di violenza antisemita conclamata che nasce "Memory Is No Longer Enough" "con cui l'artista trasforma quei muri feriti dall'odio antiebraico in un gesto di denuncia e di riflessione sul ruolo della Memoria oggi" si aggiunge. Il murale raffigura Primo Levi e Anna Frank seduti a terra, entrambi in uniforme da deportati di Auschwitz con la stella gialla cucita sul petto. I loro volti guardano verso l'alto, dove si apre una volta simbolica composta da decine di stelle gialle con la scritta 'Jude'. Nell'opera "questi simboli non sono più un marchio di esclusione imposto dal regime nazista, ma diventano un firmamento in memoria dei sei milioni di ebrei uccisi nel genocidio nazista".

La Memoria "resta fondamentale, ma da sola non basta più a contrastare l'antisemitismo nelle sue forme nuove e mutevoli - afferma aleXsandro Palombo -. Dall'antisemitismo è iniziato tutto, è da quell'odio che ha preso forma la macchina della Shoah. Per questo serve un'azione collettiva e legislativa urgente". L'opera "invita a non voltarsi dall'altra parte e ricorda che la lotta contro l'antisemitismo riguarda l'intera società".

Nel 2025 il Museo della Shoah di Roma ha acquisito nella propria collezione le opere Anti-Semitism, History Repeating e The Star of David di Palombo, oggi esposte di fronte al Portico d'Ottavia. "I lavori raffigurano Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck, sopravvissuti alla Shoah e testimoni della memoria, e rappresentano uno dei nuclei più riconosciuti dell'impegno dell'artista contro l'antisemitismo", conclude la nota. 



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Ditonellapiaga con TonyPitony vince la serata delle cover di Sanremo 2026

Ditonellapiaga con TonyPitony vince la serata delle cover di Sanremo 2026 con The Lady is a Tramp. Questa la top ten della serata delle cover del Festival di Sanremo 2026. 1) Ditonellapiaga con ToniPitony "The Lady is a Tramp" 2) Sayf con Alex Britti e Mario Biondi "Hit the Road Jack" 3) Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma "Quello che le donne non dicono 4) Bambole di Pezza con Cristina D'Avena "Occhi di gatto" 5) Tredici Pietro con Gianni Morandi, Galeffi, Fudasca & Band "Vita" 6) Sal Da Vinci con Michele Zarrillo "Cinque giorni" 7) LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo "Andamento lento" 8) Nayt con Joan Thiele "La canzone dell'amore perduto" 9) Dargen D'Amico con Pupo e Fabrizio Bosso "Su di noi" 10) Luchè con Gianluca Grignani "Falco a metà". Le esibizioni sono state votate dal pubblico con il Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e dalla Giuria delle Radio.

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A Milano il murale con Primo Levi e Anna Frank contro l'antisemitismo

Nel Giorno della memoria l'artista contemporaneo aleXsandro Palombo torna alla Caserma Montello di Milano con un nuovo murale che ritrae Primo Levi e Anna Frank, realizzato su ciò che resta delle opere dedicate nel 2025 ai sopravvissuti della Shoah Liliana Segre, Edith Bruck e Sami Modiano, "murales ripetutamente colpiti da azioni antisemite" si ricorda in una nota.

Nella prima opera, intitolata 'Arbeit Macht Frei' e dedicata a Edith Bruck, la grande stella blu di David era stata rimossa dalla bandiera d'Israele che copriva le spalle della scrittrice ungherese. Sulle figure dei tre sopravvissuti era stata disegnata una grande stella di David, il segno uguale e la svastica nazista. Tutte le stelle di David gialle, simbolo di esclusione e sterminio, erano state sfregiate. Negli episodi più recenti le opere erano state completamente ricoperte di vernice bianca; su quella superficie erano poi comparse nuove scritte, tra cui 'Israeliani nazisti', 'Palestina libera' e 'Gaza campo di concentramento', quest'ultima tracciata proprio sopra il motto 'arbeit macht frei' presente in uno dei lavori originali.

"È in questo clima globale di violenza antisemita conclamata che nasce "Memory Is No Longer Enough" "con cui l'artista trasforma quei muri feriti dall'odio antiebraico in un gesto di denuncia e di riflessione sul ruolo della Memoria oggi" si aggiunge. Il murale raffigura Primo Levi e Anna Frank seduti a terra, entrambi in uniforme da deportati di Auschwitz con la stella gialla cucita sul petto. I loro volti guardano verso l'alto, dove si apre una volta simbolica composta da decine di stelle gialle con la scritta 'Jude'. Nell'opera "questi simboli non sono più un marchio di esclusione imposto dal regime nazista, ma diventano un firmamento in memoria dei sei milioni di ebrei uccisi nel genocidio nazista".

La Memoria "resta fondamentale, ma da sola non basta più a contrastare l'antisemitismo nelle sue forme nuove e mutevoli - afferma aleXsandro Palombo -. Dall'antisemitismo è iniziato tutto, è da quell'odio che ha preso forma la macchina della Shoah. Per questo serve un'azione collettiva e legislativa urgente". L'opera "invita a non voltarsi dall'altra parte e ricorda che la lotta contro l'antisemitismo riguarda l'intera società".

Nel 2025 il Museo della Shoah di Roma ha acquisito nella propria collezione le opere Anti-Semitism, History Repeating e The Star of David di Palombo, oggi esposte di fronte al Portico d'Ottavia. "I lavori raffigurano Liliana Segre, Sami Modiano ed Edith Bruck, sopravvissuti alla Shoah e testimoni della memoria, e rappresentano uno dei nuclei più riconosciuti dell'impegno dell'artista contro l'antisemitismo", conclude la nota. 

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Claudio Baglioni: "Confermo il ritiro". Ma prima ci sarà il Grand Tour, 40 date nell'estate 2026

Claudio Baglioni si prepara a concludere, come aveva annunciato tempo fa, gli ultimi "mille giorni". Senza ripensamenti. "Appena ho annunciato che mi sarei fermato, ho pensato che stavo facendo una cazzata. Ma confermo quello che dissi. Penso di aver fatto bene: ho incorniciato tanti progetti che altrimenti sarebbero stati meno identitari. Mille è una cifra simbolica, magari si sfora, ma mi piace aver dato un senso a queste cose", dice il cantautore, presentando l'uscita della nuova edizione di La Vita è adesso - Il Sogno è sempre, a 40 anni dalla prima pubblicazione e annunciando un Grand Tour, 40 date nell'estate del 2026. L'artista rivela anche che il disco del 1985 inizialmente doveva intitolarsi Un bar sulla città. "L'avevo immaginato e scritto seduto a un tavolino all'aperto dello Zodiaco accanto all'Osservatorio di Monte Mario. Ogni giorno per due mesi e mezzo con un gelato al cioccolato e doppia panna, una bottiglia d'acqua naturale e un buon caffè. Davanti c'era tutta la città da guardare. Una veduta aerea sul mondo sottostante e un milione di storie, teste, volti, cuori, voci. Intorno qualche coppia di giovani abbracciati si giuravano amore eterno di fronte al panorama. Salivo su dopo pranzo a buttar giù parole nuove per le canzoni di un album da finire in tempo in un tempo che era già finito. Restavo finché il sole non scendeva dietro e se avevo combinato qualcosa di buono mi offrivo un bicchiere di spumante. Fu così che, brindando con me stesso e tutta quella gente lontana e sconosciuta, mi venne da esclamare Evviva la vita! La vita è adesso" (foto Ansa)

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Giallo agli Oscar sul cane Messi, applaude in sala?

Giallo agli Oscar sul cane Messi: la co-star a quattro zampe di Anatomia di Una Caduta, il film della francese Justine Triet premiato per la migliore sceneggiatura originale, è apparso in un video mentre batteva le zampe durante le premiazioni. Quello del collie addestrato da Laura Martin è stato un vero exploit o non piuttosto una montatura degna della magia della mecca del cinema? Un altro video circolato online ha spiegato l'arcano: si è trattato di fotogrammi preregistrati in cui, davanti a un falso pubblico in un Dolby Theater semivuoto qualcuno ha retto finte zampe davanti al cane (il vero Messi, un sosia o un peluche non è ancora chiaro) mentre la scena veniva ripresa dalle telecamere. Non è dunque certo se a Messi sia stato permesso di entrare in teatro durante la cerimonia: in precedenza era stato detto che la sua presenza sarebbe stata off limits. Quel che è sicuro è che la Martin si è fatta fotografare fuori dal Dolby con le finte zampe. E d'altra parte, siamo o non siamo a Hollywood dove controfigure e effetti speciali sono all'ordine del giorno? Che sia stato dentro o no, è certo anche che Messi ha avuto un parte nell'avvicinamento alla cerimonia: è apparso in un video promozionale del conduttore Jimmy Kimmel che prova con lui le battute e abbaia quando si scherza sugli anni da cani. Messi ha inoltre aiutato Kimmel nella sua storica faida con Matt Damon in un altro breve filmato andato in onda alla fine della cerimonia: il collie alza la zampina e fa pipì sulla stella dell'attore sulla Hollywood Walk of Fame (foto Ansa Epa)

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Anche con i gatti troppo "ribelli" si può migliorare la convivenza

Poche ma efficaci strategie per un sereno equilibrio fra umanni e mici in casa quando sembrano "maleducati". Nuove ricerche scientifiche aiutano, Grazia Giovanardi, psicologa che per anni ha studiato i felini: bisogna decifrarne prima di tutto il comportamento e l'indole per scoprire cosa pensa davvero anche quando assume comportamenti bizzarri
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La tragedia di 8 donne sul Pik Lenin per riflettere sul processo decisionale in montagna

Ne parla il volume «Qui Elja mi sentite? Otto alpiniste sul Pik Lenin», dedicato al dramma dell'agosto 1974, quando una spedizione di forti alpiniste russe fu sorpresa da una bufera poco sotto la vetta, a settemila metri di quota. A Milano, giovedì 12 marzo, una lettura scenica farà rivivere queste pagine con l'autrice Linda Cottino e con l'editrice Simonetta Radice

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La Dinamica: «Cose sbagliate, cose giuste» (storia di un incidente in montagna)

Partiamo da un incidente in valanga sulla montagna “di casa”, in questa conversazione con Daniele Caltabiano. Si apre la pubblicazione della serie a cura di Fabio Gava

INTERVISTA «Obiettivo capire le cause degli incidenti in montagna»
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