MOSTRA

Da Warhol a Koons, a Roma i fuochi d'artificio dell'arte contemporanea

L'esposizione riunisce 54 opere di 35 artisti, ripercorrendo attraverso otto sale le intuizioni, le passioni e le scelte di una donna che ha contribuito a ridefinire la geografia dell'arte contemporanea: Ileana Sonnabend



Ci sono figure che attraversano la storia dell'arte e altre che contribuiscono a cambiarne il corso: Ileana Sonnabend appartiene alla seconda categoria.

Visionaria, curiosa, dotata di un intuito fuori dal comune, la gallerista e collezionista di origine romena ha saputo riconoscere il talento prima che diventasse celebre, costruendo un ponte tra le avanguardie europee e americane e contribuendo all'affermazione di alcuni dei movimenti più rivoluzionari del Novecento. A lei e al suo talento è dedicata 'Fireworks. Ileana Sonnabend e il boom dell'arte contemporanea', la grande mostra che Palazzo Esposizioni Roma ospita dal 3 novembre al 4 aprile 2027.

Curata da Mario Codognato, l'esposizione riunisce 54 opere di 35 artisti, ripercorrendo attraverso otto sale le intuizioni, le passioni e le scelte di una donna che ha contribuito a ridefinire la geografia dell'arte contemporanea.

"Questa mostra, come la pubblicazione che l'accompagna, si snoda in un labirinto di sollecitazioni e connessioni visive e concettuali", scrive il curatore nel catalogo, descrivendo un percorso in cui le opere dialogano e talvolta si contrappongono, seguendo il filo conduttore della personalità di Sonnabend. Il risultato è un itinerario che attraversa oltre quarant'anni di sperimentazioni, dalla Pop Art al Minimalismo, dall'Arte Concettuale all'Arte Povera, fino al Neoespressionismo e alla Neo-Geo.

Tra i capolavori esposti figurano 'Figure 8' di Jasper Johns, 'Wall Explosion II' di Roy Lichtenstein, 'Nine Jackies' di Andy Warhol e 'Kite' di Robert Rauschenberg. Accanto ai grandi nomi americani trovano spazio gli italiani Mario Schifano, Mimmo Rotella e Tano Festa, le ricerche di Arman e Christo, le sperimentazioni di Bruce Nauman e Richard Serra e i protagonisti dell'Arte Povera, tra cui Giovanni Anselmo, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Mario Merz, Giulio Paolini e Gilberto Zorio. Il percorso arriva fino a Georg Baselitz, A.R. Penck, Jeff Koons e Ashley Bickerton, testimoniando la straordinaria ampiezza degli interessi della gallerista.

"L'arte da sempre attraversa i confini politici e culturali, ed è il principale veicolo per la comprensione del nostro tempo", osserva Codognato, sottolineando come questa capacità di superare le frontiere rappresenti "oggi, forse come mai prima d'ora, un'urgenza e una necessità". Particolarmente significativa è anche l'attenzione di Sonnabend alla performance e al corpo dell'artista come mezzo espressivo. Più che seguire una corrente precisa, Sonnabend sembra inseguire la forza delle idee, riconoscendo nelle opere una capacità di innovazione che supera appartenenze geografiche e classificazioni stilistiche. Una scelta che si riflette nell'allestimento espositivo, dove artisti, generazioni e movimenti differenti convivono in un dialogo continuo.

C'è infine una dimensione personale che attraversa il progetto; nel suo testo Codognato ricorda Antonio Homem, figlio adottivo di Ileana e Michael Sonnabend, collaboratore fondamentale nella gestione e nella conservazione della collezione, da poco scomparso. A lui il curatore dedica la mostra, ricordandone "il suo impagabile insegnamento e la sua intramontabile amicizia".













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BENEDETTA BIANCO