“Male Variations”, stasera sul palco il Balletto di Roma 

Danza. A Mori le coreografie di Itamar Serussi Sahar e di Martini La mascolinità inattesa e sfaccettata di “Tefer”, “Shyco” e “Intro”

Mori. Fa tappa a Mori il Circuito della Danza Regionale organizzato da Centro Servizi Culturali Santa Chiara che questa sera propone un trittico con i quadri coreografici raccolti sotto il titolo di “Male Variations” per Compagnia Balletto di Roma. Appuntamento questa sera, 25 gennaio, a Mori, quindi alle ore 20.45 al Teatro Gustavo Modena con i lavori di due coreografi di altissimo livello, Itamar Serussi Sahar ed Andrea Costanzo Martini. A dare vita alle idee coreografiche sarà Balletto di Roma, storica compagnia di danza italiana nata nel 1960 dal sodalizio artistico tra due icone della coreutica nazionale ossia Franca Bartolomei e Walter Zappolini. Attraverso uno sguardo ironico e un segno potente, “Tefer”, coreografia firmata da Itamar Serussi Sahar per sei danzatori, “svela i contrasti di una mascolinità inattesa, indugiando sull’esposizione di virilità conosciute e scoprendo i pudori di sensibilità rimosse”. Sul palco viene narrata una parodica danza guerriera che rompe gli spazi e scompone i contatti, lasciando che siano i corpi ad aprire varchi di comunicazioni interrotte. Il tutto sulle musiche di Richard Van Kruysdijk, autore alle cui stesse musiche è affidato il compito di caratterizzare anche “Shyco”. Si tratta di una creazione per un danzatore sempre di Itamar Serussi Sahar. Un assolo capace di esplorare, attraverso il codice dinamico e fisico di Serussi, alcuni aspetti dell’animo umano, ma in una dimensione prettamente maschile, proponendo un viaggio nelle emozioni, nella vulnerabilità e nella forza di un giovane uomo, in transito nel proprio percorso di crescita, alla ricerca della maturità e della consapevolezza. Si cambia cifra stilistica invece con la coreografia di Andrea Costanzo Martini, “Intro” che parte e si muove da un grande bisogno fondamentale: il desiderio, semplice, di danzare. I quattro interpreti, tutti uomini, occupano il palcoscenico segnando attraverso gesti, voce e ritmo lo spazio ed il tempo. Calmi ma puntuali, mai esitanti, disegnano coi loro corpi pose statuarie, eseguono sequenze a tratti imprevedibili e a tratti familiari, in una sorta di rito che segue regole chiare, anche se non sempre comprensibili dall’esterno. Come leoni in un atelier di cristalli, i quattro danzatori si muovono con delicatezza, consapevoli della propria potenza, e della responsabilità che ne deriva, completamente dediti ad un dialogo articolato tra coreografia e intenzione, tra forma e sostanza. Sullo sfondo a fare da tappeto sonoro ai corpi e movimenti dei danzatori ci sono le musiche di Loscil, David O’Dowda e Andrea Costanzo Martini. Il Balletto di Roma nasce nel 1960 dal sodalizio artistico tra Franca Bartolomei, prima ballerina e coreografa dei principali teatri d’Opera italiani ed esteri, e Walter Zappolini, dal 1973 al 1988 Direttore della Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Nel corso dei suoi 59 anni di vita, il Balletto di Roma ha visto susseguirsi prestigiose collaborazioni e molteplici anime creative con altrettanti coreografi che ne hanno affidato i lavori per la messa in scena tanto che negli anni l’attività produttiva è cresciuta sia in termini di quantità che di qualità delle opere allestite nel corso delle stagioni, con un crescente consenso di pubblico. Per tale ragione e per la straordinarietà degli eventi nonché per la notevole richiesta, il Balletto di Roma ha occasione di presentare ogni anno tutto il proprio repertorio, arricchito delle nuove produzioni a serata intera.