“L’Italia selvatica” raccontata dalla penna di Daniele Zovi

Trento. Uomo degli altipiani veneti, classe 1952, tra i massimi esperti di alberi, boschi, foreste e attento conoscitore della fauna selvatica, per quarant’anni nel Corpo Forestale dello Stato, prima...

Trento. Uomo degli altipiani veneti, classe 1952, tra i massimi esperti di alberi, boschi, foreste e attento conoscitore della fauna selvatica, per quarant’anni nel Corpo Forestale dello Stato, prima come ufficiale e poi come dirigente, Daniele Zovi non smette di stupirci. Ha attraversato l’Italia da Nord a Sud sulle orme degli animali che stanno riconquistando il territorio del nostro Paese, in molti casi dopo aver rischiato l’estinzione. E ce lo racconta in un libro di squisita fattura e fascinazione certa, “L’Italia selvatica” - Utet editore, 257 pagine, 29 immagini a colori, 20 euro - che oggi, mercoledì 11 settembre, presenta in anteprima a Trento, alla Libreria Ubik, alle ore 18, in dialogo con Aaron Iemma del WWF trentino e che domani 12 settembre, sarà alla Libreria Arcadia di Rovereto, alle ore 19. Il nostro avverte: «L’Italia sta diventando più selvatica: questa novità ci riguarda, perché il selvatico sta annidato in ognuno di noi, forse nel cuore. Resta là, acquattato, un occhio aperto e uno chiuso. È la parte di noi che non si arrende alle macchine, ai computer, alla tecnologia; quella che ricorda il fischio del vento e il crepitio del fuoco, l’abisso e la foresta, il timore di essere predati e l’euforia nella caccia». E così ci catapulta in un paesino ai piedi dei monti marsicani, accanto al parco nazionale di Abruzzo, dove un’orsa passeggia tranquillamente con i suoi cuccioli per i vicoli del borgo, entra nei giardini in pieno giorno, mangia dagli alberi da frutto. I suoi video fanno il giro del paese e l’orsa, battezzata Gemma, diventa una celebrità. Oppure ci porta sulla spiaggia del Tirreno, a pochi chilometri da Pisa, dove, impresse nella sabbia, compaiono delle tracce inequivocabili di un lupo, uscito dal folto dei boschi in cerca di cibo. Per non dire di Roma, dove famiglie di cinghiali si aggirano tra i sacchetti della spazzatura lasciati vicino ai cassonetti ricolmi…

Dopo il successo di “Alberi sapienti, antiche foreste”, dove il lettore veniva guidato nello spazio folto della foresta alla ricerca dello spirito del bosco, Zovi racconta - per citare il sottotitolo - storia di orsi, lupi, cinghiali, lontre, sciacalli dorati, linci e un castoro. Da raffinato narratore naturalista qual è, attraverso la storia di otto animali costruisce la cartina di un’Italia selvatica, misteriosa e incantevole, che resiste all’antropizzazione, alla corsa allo sviluppo e allo sfruttamento delle risorse. Sì, perché dopo secoli di persecuzioni gli animali selvatici sembrano aver ripreso a popolare la penisola, superando i muri e i recinti con cui l’uomo ha cercato di mettere una barriera tra sé e gli altri. Specie che rischiavano l’estinzione, come l’orso (il capitolo dedicato, il primo, è anche il più corposo e il Trentino conquista lo spazio più importante) e il lupo, hanno ritrovato posto tra i nostri boschi, i cinghiali sono in costante aumento, lo sciacallo dorato, fino a poco fa totalmente sconosciuto in Italia, ha superato il confine sloveno, per la prima volta dopo cinquecento anni è stato registrato l’avvistamento di un castoro. Daniele Zovi, ex guardia forestale e raffinato narratore naturalista, attraverso la storia di otto animali costruisce la cartina di un’Italia selvatica, misteriosa e incantevole, che resiste all’antropomorfizzazione, alla corsa allo sviluppo e allo sfruttamento delle risorse. Perché dire “selvatico” è dire libertà e bellezza, emozione e rispetto, perché raccontare di loro racconta anche di noi, quello che accade a loro ci riguarda comunque. Il loro mondo è anche il nostro. È quello della lince: un tempo presente in tutte le regioni italiane, era sparita quasi ovunque a causa della caccia spietata dell’uomo e delle trasformazioni ambientali. Ora che è stata invertita la rotta, sono aumentati i boschi e con essi gli animali selvatici, le linci piano piano stanno ricomparendo. Zovi guida il lettore alla scoperta della presenza degli animali selvatici che stanno tornando nel nostro territorio. Una presenza e un ritorno che, sembra suggerirci l’autore, ancora una volta dicono molto del nostro rapporto con la natura.M.T.