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Alla scoperta della cultura araba 

Alla biblioteca Battisti tre incontri tra letteratura, storie e calligrafia



BOLZANO. Da più parti si sviluppa la dottrina che avvalora l'equazione islam è uguale a terrorismo. Una cultura ed una religione che riguardano miliardi di esseri umani ad ogni latitudine vengono così messi in un calderone per rafforzare un'idea di “scontro di civiltà”, col risultato di creare paure e barriere. Ma alla base di queste strumentalizzazioni rimane un fondo di pregiudizi e di ignoranza che anche l’iniziativa Ayam - Giorni di cultura araba, in programma dal 4 al 18 aprile, intende contrastare. La Biblioteca Civica “Battisti” di Bolzano, accogliendo un progetto di Adel Jabbar, noto sociologo e studioso di origine irachena, intende offrire un’opportunità per conoscere la complessità del mondo arabo e allo stesso tempo contribuire alla comprensione e al dialogo con un mondo che da sempre è stato vicino malgrado la percezione di distanza. Per tre mercoledì consecutivi, gli incontri faranno conoscere alcuni aspetti della variegata vita culturale araba, spaziando dall’attività narrativa a quella teatrale e all'arte calligrafica. Il 4 aprile, ore 18, il primo incontro, che sarà condotto da Chiara Comito, ha l’obiettivo di presentare un’ampia panoramica della produzione letteraria contemporanea in lingua araba e della ricezione di questa in italiano. Chiara Comito, docente esperta e appassionata di letteratura araba, gestisce il blog Editoriaraba e conosce a fondo tutto ciò che si muove nell'universo letterario dell'altra sponda del Mediterraneo e degli scambi con la narrativa e la poesia europee.

Il secondo appuntamento, 11 aprile, ore 16,30 porta allo scenario di Jemaa al Fna, la piazza di Marrakesh che nelle ore serali diventa il palcoscenico su cui si esibiscono musicisti, cantanti, cantastorie e artisti di strada.

L’artista teatrante e cantastorie Abderrahim El Hadiri insieme a Claudio Simeone offrirà al pubblico una performance dal titolo “Parole sulla sabbia”. Abderrahim in arte Abdu unirà le due sponde del Mediterraneo, intrattenendo il pubblico con le storie divertenti di Giufà o Giuha o raccontando il mito di Filemone e Bauci. Questo attore e cantastorie viene da Oulad Omran (Marocco) dove il padre era un Imam della moschea e amava narrare storie legate all’Islam. L’amore per il teatro nasce quando, da bambino, vede per la prima volta un narratore del quartiere raccontare “Le Mille e una Notte”. E’ l’inizio di una passione che dura tuttora.

Il terzo ed ultimo appuntamento il 18 aprile, ore 18 sarà una specie di viaggio in una creazione artistica di lunga tradizione, la calligrafia araba. Il divieto della rappresentazione dell'uomo e della natura da parte dell’ortodossia islamica in passato ha fatto sì che la calligrafia araba nel corso della storia abbia sviluppato numerosi stili calligrafici che hanno ben presto raggiunto un'importanza primaria nell'arte islamica. L’artista calligrafo Eyas Alshayeb che condurrà questo ultimo incontro, nasce nel cuore della città di Amman negli anni '80 e, fin dall' infanzia, rimane influenzato da un clima familiare che vede l'arte, la poesia e la letteratura come elementi essenziali del proprio quotidiano. Nel periodo adolescenziale, questo interesse lo porta infine ad apprendere questa meravigliosa arte nella bottega di un maestro calligrafo.

















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