il caso

Violenza sessuale di gruppo in val Gardena, spuntano video girati con i telefonini

I due inquisiti nell’udienza di garanzia si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Ai legali hanno annunciato di avere girato un filmato. Quella notte violento litigio con due amici della ragazza scandinava



BOLZANO. Restano in carcere i tre giovani kosovari indagati per violenza sessuale di gruppo ai danni di una giovane turista del Nord Europa. Ieri (27 gennaio) in occasione dell’udienza di garanzia per due dei tre accusati la giudice Elsa Vesco ha respinto le istanze di revoca della custodia cautelare o di concessione degli arresti domiciliari presentate dagli avvocati difensori. Nel frattempo le indagini dovranno proseguire spedite. Oltre ai filmati delle telecamere di sicurezza dell’hotel dove lavorava uno degli inquisiti, gli inquirenti avranno presto a disposizione anche alcune immagini riprese dagli stessi indagati con i telefoni cellulari di cui ieri la giudice ha disposto copia forense. Una possibilità importante e forse decisiva per cercare di ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto nella notte di mercoledì della scorsa settimana in occasione della violenza sessuale di gruppo denunciata dalla vittima.

I filmati

Sono stati gli stessi giovani finiti in carcere ad annunciare ai propri avvocati (Marco Ferretti e Federico Fava di fiducia ed Enrico Lofoco d’ufficio) di avere registrato alcune immagini di quella notte, a partire dall’incontro in discoteca.

Al momento questi filmati rappresentano un punto importante per gli avvocati difensori: secondo il racconto degli indagati, dimostrerebbero che i rapporti avuti quella notte non sarebbero stati caratterizzati dalla violenza. Si dicono sicuri di poter dimostrare che la donna sarebbe stata consenziente. Va ricordato però che la trentenne si recò al San Maurizio per essere visitata e dal referto partirono le indagini con l’ipotesi di stupro di gruppo e sequestro di persona.

Indagine complessa

L’indagine su quanto avvenuto dapprima in auto davanti alla discoteca e poi all’interno dell’albergo ove lavorava uno degli inquisiti, potrebbe non rivelarsi semplicissima. Sono molteplici gli accertamenti che dovranno essere portati a termine con probabile acquisizione anche di diverse testimonianze.

Inquinamento prove

Al momento sembra fuori di dubbio che sussista per lo meno un pericolo di inquinamento prove, oltre al pericolo di fuga, posto che le indagini riguardano cittadini non italiani che potrebbero avere facili punti di riferimento per progettare un rapido ritorno in patria. E' poi probabile che il magistrato disponga l’acqusizione di tutte le immagini disponibili (un filmato è stato girato nella camera occupata nell’albergo da uno degli indagati), dovranno probabilmente essere tracciati i movimenti dei telefoni e dovranno essere ascoltati eventuali testimoni oculari, anche perché a conclusione della notte due ragazzi scandinavi amici della vittima avrebbero fatto a pugni con i tre kosovari proprio per quanto accaduto. Anche questo è un particolare che dovrà essere chiarito.

 













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