Ex macera tabacchi domani la demolizione 

Castelnuovo. Il fatiscente edificio industriale verrà abbattuto e l’intera area sarà riqualificata  dal Gruppo Paterno: il progetto prevede produzione di succhi di mela con vendita e degustazione


Marika Caumo


Castelnuovo. Ci siamo: l’area è stata recintata e domani cominciano i lavori per la demolizione dell’ex macera tabacchi. Una data storica per Castelnuovo e la Valsugana. Dopo 30 anni di progetti e discussioni, di visioni e strategie diverse per lo sviluppo del territorio a livello sia comunale che provinciale, la decisione è stata presa e condivisa: l’ecomostro sarà abbattuto.

L’area verrà riqualificata, con il Gruppo Paterno, da due anni proprietario dell’immobile, che intende realizzare una struttura produttiva e commerciale legata all’azienda agricola ed una foresteria. Creando indotto e posti di lavoro.

L’enorme complesso, isolato in mezzo alla campagna, si trova sulla provinciale 41 che da Castelnuovo porta a Scurelle. E’ composto da 4 distinti corpi di fabbrica: l’ex macera (che occupa una superficie di circa 1000 mq), l’ex stalla (di 1.260 mq), l’edificio di testa della Macera (con una superficie lorda di 240 mq) e il silo prospiciente la strada provinciale (con una superficie lorda di 343 mq).

Un simbolo del passato la ex macera tabacchi, ora ridotta a rudere, che ha creato occupazione ed economia in tutta la valle. Ma il suo scheletro, sventrato e in stato di completo abbandono, da decenni rappresenta un brutto biglietto da visita, sia per chi in questa valle ci abita, sia per chi è di passaggio o arriva per trascorrere le vacanze. Nel 2014 il suo recupero fu anche oggetto di una tesi di laurea al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Trento.

Due anni fa la famiglia Marcon di Castelnuovo (i precedenti proprietari) ha trovato l’accordo di vendita al Gruppo Paterno, gli imprenditori valsuganotti già presenti con attività economiche in vari settori e centinaia di dipendenti. Tramite la società agricola Maso Paterno, proprietaria dell’intera area coltivata a meleto confinante con la macera, il Gruppo ha deciso di investire in quella zona.

Alla base numerosi incontri tecnici con l’amministrazione comunale, con la quale si è concordata la necessità di definire un piano attuativo di iniziativa privata che sviluppi delle strutture necessarie al territorio e richieste dal mercato.

«Dopo quattro anni siamo finalmente riusciti a concludere l’operazione. Ci siamo prodigati per portare a casa lo strumento urbanistico che consenta di eseguire i lavori di demolizione della masera e la nuova costruzione del Gruppo Paterno, con materiali e tecnologie innovative, che ben si inserisce nel nostro territorio e che creerà nuova occupazione, a beneficio di tutti. Abbiamo molta fiducia», precisa soddisfatto il sindaco Ivano Lorenzin. Che aggiunge: «Finalmente ci liberiamo di un ecomostro che, oltre ad essere diventato covo per topi e serpenti, è estremamente pericoloso per il rischio di crolli sulla strada provinciale e sui fondi limitrofi».

«Per tre decenni i vari proprietari e amministrazioni non sono mai riusciti a trovare una destinazione condivisa di quest’area: la burocrazia che bloccava tutto per mantenere lo scheletro storico, le amministrazioni che non volevano certe attività, il mercato immobiliare che è cambiato nel corso dei decenni passati. Con questa operazione si vede la fine di una vicenda durata troppo tempo che riguarda un complesso che nessuno è stato in grado di valorizzare, anche negli anni di pieno sviluppo economico», spiega Domiziano Paterno, ringraziando la giunta comunale per la determinazione avuta.

Nei prossimi giorni la macera tabacchi sarà completamente demolita e sgomberato il terreno dalle macerie, per lasciare posto ad un prato verde, con i lavori che sono stati appaltati ad un’azienda locale, la Cooperativa Lagorai di Borgo. Successivamente saranno presentati i progetti per la ricostruzione. E’ previsto di recuperare l’attuale volume su tre corpi di fabbrica: una parte commerciale e produttiva con la lavorazione e trasformazione delle mele in succo, la conservazione e confezionamento dei prodotti ed una superficie di vendita con sala degustazione; una foresteria ed un deposito attrezzi per l’azienda agricola.

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