Ancora degli smottamenti lungo la strada del Brocon 

Tragedia evitata. Sul luogo erano appena transitati i bambini del Grest di Canal San Bovo  Il sindaco Rattin: «I residenti della frazione Ronco hanno il diritto di tornare a casa in sicurezza»


Raffaele Bonaccorso


Canal san bovo. È di ieri sera l’ennesima caduta di massi e piante sulla strada provinciale 79 di Passo Brocon, tra Canal San Bovo e la frazione di Ronco. Questa volta per poco non è stato coinvolto un gruppo di bambini del posto che stava rientrando alle proprie case dopo una giornata al Grest di Canal San Bovo. A soccorrerli e aiutarli ad oltrepassare il cedimento, oltre che a gestire l’evento, sono intervenuti i vigili del fuoco volontari di Canal San Bovo.

I problemi di Vaia restano

«Sono passati nove mesi dall’alluvione di fine ottobre e, nonostante le numerose e continue segnalazioni ai tecnici e ai vertici dei competenti servizi della Provincia e dell’Ufficio grandi opere e ricostruzione – dice il sindaco di Canal San Bovo Albert Rattin – la situazione di oggettiva precarietà e di grande pericolo nel tratto in questione della SP 79 pare immutata e, anzi, peggiora giorno dopo giorno. Ho deciso pertanto di informare direttamente il Commissariato del Governo di questa situazione che, ad oggi, non è più ulteriormente tollerabile. Solo nell'ultimo mese, in questo tratto della SP 79, si sono verificati quattro consistenti smottamenti, con caduta di sassi, piante e ceppaie sulla carreggiata. In uno di questi eventi per miracolo non è stata coinvolta un'auto in transito».

L’ordinanza c’è, i lavori no

E poi il sindaco continua: «Gli interventi di rimozione piante e sassi a lato strada della per il Passo Brocon e la costruzione di barriere paramassi, sono previsti e finanziati nell'ordinanza del presidente del 22 marzo 2019. Nessun intervento, tuttavia, è stato ad oggi avviato e, da fine ottobre 2018, quando è stata riaperta in emergenza la provinciale, tutte le ceppaie, i sassi pericolanti e le piante in precario equilibrio sono rimasti lì dov'erano. Alcune addirittura a pochi centimetri dal ciglio stradale. La gravità della situazione è facilmente verificabile percorrendo la strada in questione. Riporto qui la grande e sacrosanta preoccupazione e rabbia dei censiti del nostro Comune, soprattutto degli abitanti di Ronco e dei molti turisti che frequentano la strada. Questi timori aumentano giorno dopo giorno visto il continuo verificarsi di cadute di sassi e piante e dello scivolamento di grosse ceppaie. È stato inoltre segnalato da molti mesi che in caso di chiusura della SP 79 nel tratto descritto, non c'è alcuna viabilità alternativa per gli abitanti di Ronco che vogliono scendere a Canal San Bovo e in Primiero. La strada comunale da Ronco Pieroi a Ronco Cancellan, che poteva servire a questo scopo, risulta interessata da frane e pesanti smottamenti a valle e a monte della stessa, che ne hanno gravemente compromesso la sicurezza e la stabilità, soprattutto nel tratto finale. Risulta perciò chiusa nella parte finale e necessita di un consistente intervento di bonifica, sistemazione e consolidamento che abbiamo da tempo chiesto possa essere inserito nel complessivo intervento provinciale di sistemazione della strada del Brocon, essendo ad essa logicamente collegata e funzionale».

La pazienza ha un limite

Il sindaco Albert Rattin conclude: «Abbiamo pazientato molto per questi interventi. Sono consapevole dei tempi tecnici necessari per avviare gli appalti in un periodo post emergenza, ma ora non possiamo più permetterci di attendere ancora e percorrere la provinciale con l’ansia che qualcosa di brutto, da un momento all’altro, possa accadere. Cittadini di Ronco e turisti hanno il diritto di arrivare alle proprie case in sicurezza e credo meritino di essere tutelati almeno quanto quelli delle zone, forse più patinate e ricche della nostra, già da tempo accuratamente sistemate».

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