INNOVAZIONE

Nella stalla di Lavarone a mungere è un robot 

Zootecnia e tecnologia. La novità a maso Micler della famiglia Slaghenaufi: le mucche  vanno da sole nell’apposita stanza dove viene loro tolto il latte senza la presenza umana


Fabio Marzari


LAVARONE. Il Maso Micler, ragguardevole stalla di Slaghenaufi, a Lavarone, imbocca la via di un impianto tecnologico super avanzato. Praticamente i miti bovini di carducciana memoria si mungono da soli con l'aiuto di uno speciale robottino. Propedeutica all'innovazione è la mentalità stimolata dal concetto del benessere dell'animale accompagnata dal risparmio di tempo e fatica.

Lavarone è da sempre terra di turismo, prima di intellettuali, vedi Freud, poi di nobiltà della ricca borghesia veneta, come dimostrano alcune sontuose ville, ma mai ha abbandonato una sana vocazione verso l’agricoltura, soprattutto la zootecnia. Nel settore sopravanza di gran lunga tutto il rimanente territorio dell'Alpe Cimbra, soprattutto la caratterizza un nutrito gruppo di giovani. D'altra parte i due settori bene convivono, anzi un ambiente curato e vivibile è possibile solo se abitato da un'economia che lo vuole coltivato.

Ecco quindi la famiglia Slaghenaufi, Paolo e Agnese con i figli Mauro e Nadia, proprietari del Maso, avvicinarsi ad una innovazione tecnologica unica sull'altopiano, con l'inserimento nella stalla di un robot in grado di sostituirli nella mungitura delle lattifere. «Il costo è importante - sottolinea il capo maso Paolo - supera i 150 mila euro, e non mi sarei mai avventurato nel suo acquisto se non vi fosse la passione della moglie e dei figli a sostenermi». Tutta la famiglia lavora nell'azienda agricola, 55 mucche da latte ed altrettante fra manze, vitelli e rimonta.

Ma come funzione l'innesto informatico-elettronico di ultima generazione? «Praticamente - racconta Paolo - il robot ,installato accanto ad un box per la mungitura, attraverso un sistema di laser e sensori intercetta la mammella della mucca che, da sola, entra nella stanzetta, si autoapplica e munge la tettarella dell'animale. La vacca entra in autonomia quando ne sente lo stimolo, inizialmente spinta da qualche manciata di mangime succulento, poi si abitua e si avvicina alla bisogna, fino a tre volte il giorno».

Serve un periodo di addestramento? «Certo, ma le mucche imparano presto». I vantaggi? «Innanzitutto risparmiamo circa il 50% di lavoro. Non serve più alzarsi anche prima delle 5, mungere 55 capi con il sistema tradizionale, aspettare il raffreddamento del latte fino a raggiungere circa i sei gradi per consegnarlo al raccoglitore del Latte Trento. Poi il benessere dell'animale è garantito in quanto la mucca si fa mungere quando ne sente il bisogno, praticamente nel momento in cui le mammelle sono particolarmente gonfie e pesanti». Insomma benessere e comodità garantite da una visione moderna. La stalla è dotata anche di un altro robot, questo addetto alla pulizia: ogni venti minuto l'attrezzo si avvia da solo e percorre le varie corsie garantendo una perfetta pulizia evitando un duro lavoro di braccia.

La passione degli Slaghenaufi data ormai da fine anni 90, quando Paolo, terminata la “naia”, si avvia a diventare zootecnico accudendo 16 capi. Ora di strada ne ha fatta parecchia in piena soddisfazione e serenità di tutta la famiglia che ben vive nel suo Maso Micler.

 













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