WhatsApp diventa un romanzo

La start up incubata a Techpeaks ha trasformato l’idea in realtà imprenditoriale

TRENTO. Le chat di WhatsApp diventano un romanzo, stampate e rilegate in un libro “tradizionale”. Un’idea incubata per 7 mesi a Santiago nell'ambito di Start-up Chile, e diventata realtà grazie a Techpeaks, incubatore di start up a Trento, dove è stata fondata la società. Nell'era della comunicazione online sempre più immediata, portata all'estremo dalla filosofia “usa e getta” di SnapChat (l'app dei messaggi che si autodistruggono) e accusata dai linguisti di impoverire la parola scritta, fa proseliti un servizio che “fissa” le conversazioni nel formato meno digitale che esista: il libro cartaceo. “Memeoirs”, fa appunto questo: trasforma le conversazioni digitali in un libro da conservare e rileggere. L'idea è nata durante Erasmus di un italiano, Giacomo Miceli, informatico, classe 1981, e dei compagni di studi, gli ingegneri portoghesi Frederico Rocha e Paulo Pinto. Tornati nei rispettivi Paesi d'origine dopo l'esperienza comune all'estero, si sono tenuti in contatto via mail e dopo alcuni anni hanno deciso di fare un libro con le proprie lettere.

A quel punto hanno messo in piedi un servizio per poterne automatizzare la creazione. Ma in un mondo in cui anche big come Facebook, Google e Yahoo! stanno puntando sulle comunicazioni mobili, sempre più “lampo”, che spazio può avere un servizio come Memeoirs? «Le conversazioni online avvengono sempre di più in “tempo reale” e questo ha ripercussioni sullo stile e sulla qualità dei messaggi che inviamo, ma ciò non toglie affatto valore alle esperienze scritte e descritte - spiega Giacomo Miceli -. In altre parole l'epistolografia potrà anche essere morta, ma l'importanza di preservare le nostre memorie non passerà mai. Memeoirs fa questo in maniera originale: invita gli utenti a immaginare le proprie vite come se fossero un romanzo e a raccogliere le proprie memorie a colpi di email e messaggini». «Le informazioni che vengono condivise con Memeoirs hanno un ciclo di vita molto breve - sottolinea Miceli -. Vengono usate solo per la durata in cui servono per la creazione del libro e poi vengono cancellate».