Vola per 800 metri giù dal canalone Neri: miracolato in Brenta

Una guida alpina vicentina è scivolata sulla via per la Tosa. Trauma cranico e spalla lussata, «solo» 30 giorni di prognosi



TRENTO. È scivolato, senza alcuna possibilità di arrestare la corsa, per il canalone Neri. Una «discesa» di ottocento metri percorsa ad una velocità altissima e alla fine può considerarsi un miracolato. Sì perché ora è ricoverato al Santa Chiara con un trauma cranico, una spalla lussata e diverse contusione e una prognosi di trenta giorni. Poca cosa visto quello che ha vissuto.

Lui è Bruno Castegnaro, un 34enne padovano di origine ma residente nel vicentino, guida alpina e grande amante - ma pure grande esperto - della montagna in tutte le sue versioni. Per ieri aveva scelto un itinerario decisamente suggestivo, quello del canalone Neri detto anche canalone della Tosa, sul Brenta. Una via impegnativa con un dislivello di 900 metri che viene coperto nei 1.200 metri di sviluppo del canalone. Cosa sia successo non è ancora chiaro. In base ad una prima ipotesi, gli sci dell’uomo potrebbero aver perso aderenza (martedì c’era stato un rialzo delle temperature seguita da un abbassamento e questo ha gelato la neve) e lui è volato almeno per 800 metri. Ma nella sfortuna è stato fortunato. Il volo verso il basso lo ha fatto restando nella parte centrale e quindi non sbattendo contro le rocce. Arrivato in fondo era dolorante ma vivo. È stato quindi recuperato dagli uomini del soccorso alpino e poi con l’elisoccorso è stato portato al Santa Chiara. Qui è stato sottoposto a tutti gli accertamenti del caso che hanno evidenziato il trauma cranico, la lussazione della spalla e diverse contusioni. Ricoverato, la prognosi è di un mese.

Il canalone Neri è molto noto fra gli amanti della montagna. Il nome deriva da Virgilio Neri, il primo - era il 21 luglio del 1929 - che lo risalì, mentre la prima salita invernale venne fatta da Marchetti e Susatti. Viene spesso disceso con gli sci e i primi a farlo sono stati Heini Holtzer e A. Tscholl il 21 giugno 1970. Noto anche come «Canalone della Tosa» separa la Cima Tosa dal Crozzon di Brenta e ha un dislivello di 900 metri e uno sviluppo di 1200 metri complessivi, con pendenze che vanno dai 45 ai 55 gradi. (m.d.)

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