Sprechi, ora le onlus hanno un codice 

Trentino Solidale e Banco Alimentare: «Regole più certe sul cibo distribuito»  



TRENTO. La lotta contro lo spreco alimentare passa per le buone pratiche di chi si occupa del volontariato e dell’assistenza ai più bisognosi: «Banco alimentare» e «Trentino solidale», riunite a Trento presso la Fondazione Caritro, hanno presentato un manuale operativo per districarsi tra le norme sul recupero del cibo.

Massima è l’attenzione sul tema in vista del 5 febbraio, quando si celebra la Giornata nazionale contro lo spreco alimentare. Giuliana Malaguti, responsabile nazionale di «Banco Alimentare» snocciola alcuni dati: «Recuperiamo in un anno 8 milioni di porzioni di cibo e le mettiamo a disposizione di chi ha più bisogno; raccogliamo 500mila tonnellate di cibo invenduto, ma che si può consumare». Bisogna però seguire delle leggi, solo di recente armonizzate nella cosiddetta «legge Gadda». Malaguti descrive la funzione del manuale: «Lo abbiamo redatto in collaborazione con il Ministero della salute e contiene le linee guida per le Onlus, in modo da poter seguire al meglio le prassi, per fare bene il bene». Al centro delle attività di coloro che si occupano di assistenza alimentare sta la tutela del consumatore finale. «Gli indigenti che si rivolgono a noi sono persone con una dignità a cui è doveroso dare del cibo sano - sottolinea Malaguti - capita che gli esercenti cerchino di “rifilarci” prodotti scartati che mai venderebbero: allora domandiamo loro, “tu lo daresti alla tua famiglia?”. Noi siamo l’ultimo anello della catena della distribuzione del cibo, non il primo dello smaltimento dei rifiuti».

Oggi, con alla «legge Gadda», leo onlus possono recuperare anche il cibo cucinato. Malaguti apprezza questa novità: «Ora possiamo rivolgerci a mense e buffet, dove avviene un grande spreco. Il cibo cucinato resta tuttavia tra i prodotti a maggior rischio, per via della sua rapida deperibilità». Malaguti raccomanda ai volontari di operare con il massimo dell’attenzione e della scrupolosità: «Basta un articolo di giornale negativo o un servizio su “Striscia la notizia” per compromettere il nostro lavoro, perché fa più rumore un singolo caso negativo che le centinaia di migliaia di pasti serviti». Giorgio Casagranda, responsabile di «Trentino solidale», sostiene che il quadro normativo, sia a livello nazionale che locale, comincia a rendere conveniente il conferimento dei prodotti avanzati alle onlus. Malaguti appare più cauta su questo aspetto: «Dovremmo tirare su le antenne, gli esercenti cercheranno di rifilarci gli scarti, bisognerà tenere sempre ben presente la dignità delle persone che andremo a servire». (f.p.)

















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