Scuola: lavori utili al posto della sospensione

Il Comune di Trento raccoglie la sfida del Tambosi. Studenti in biblioteca o nei parchi


Luca Marognoli


TRENTO. C'era una volta la sospensione da scuola. I più smaliziati ne approfittavano per fare un giorno di vacanza, magari falsificando pure la firma del genitore. Oggi tutto è cambiato: c'è il registro elettronico, che segnala le assenze in tempo reale alle famiglie degli studenti. E ora arriva pure la "pena sostitutiva": lavoro in biblioteca, nei parchi comunali e in altri servizi di pubblica utilità. Accogliendo la proposta di collaborazione del Tambosi, la giunta di Palazzo Thun ha approvato il protocollo "Sbagliando s'impara" per la gestione di "percorsi educativi urbani" destinati agli studenti in sostituzione alla sospensione dalle lezioni. Un'iniziativa estensibile a tutti gli istituti scolatici interessati a seguire le "buone prassi" che il progetto promuove.  Il documento parla di un "contratto formativo urbano", siglato per "stimolare gli studenti sanzionati a sviluppare coscienza e rispetto dell'altro e della cosa pubblica". Il periodo di impegno civico sostitutivo si potrà svolgere presso diverse strutture del Comune di Trento: servizio Biblioteche e Archivio storico, servizio Cultura, turismo e politiche giovanili, servizio Gestioni - Ufficio Parchi e giardini, Polizia municipale, oltre che in enti e aziende collegate all'amministrazione.  Aderendo al patto, l'istituto scolastico si impegnerà ad individuare al proprio interno un docente referente "che si occupi di mantenere i contatti con la famiglia, il coordinatore di classe e il referente del Comune". Prevista anche la presenza di un tutor di Palazzo Thun e di uno della scuola, che dovranno fare una relazione finale da consegnare al consiglio di classe, che ne terrà conto al momento dell'attribuzione del voto di condotta.  Francesca Carampin, dirigente del Tambosi, è convinta dell'utilità delle "pene alternative": «In attesa che parta il protocollo con il Comune, i lavori utili vengono fatti internamente: pulizie della biblioteca, stando attenti a spolverare libro per libro, dell'archivio, dei corridoi e in qualche caso estremo anche dei bagni. Sono bravetti, li fanno bene e si impegnano. C'è una scheda in cui si appunta se l'attività è stata svolta con serietà». L'impegno del Tambosi non si ferma qui: «Stiamo facendo un lavoro molto ampio - continua Carampin - per quanto riguarda sia la presa di responsabilità degli studenti, che per la cittadinanza attiva. Una delle regole è che, dopo 8 ritardi e 8 uscite anticipate, lo studente non avrà automaticamente un altro libretto scolastico, ma dovrà recuperare venendo a scuola il pomeriggio; in più, attraverso il progetto "Help", avrà modo per recuperare le carenze. Con questo sistema abbiamo diminuito drasticamente gli smarrimenti del libretto. Oggi perderlo è inutile perché c'è il registro elettronico consultabile on-line dai genitori, che possono anche vedere i voti».

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