Scuola, in due anni risorse ridotte di 14 milioni

Di Fiore: «La Provincia prenda soldi dalle paritarie e chiuda le scuole sottodimensionate»



TRENTO. Il conto è presto fatto: 8,5 milioni di euro il taglio sulla spesa per il personale docente contenuto nell’accordo firmato da Provincia e sindacati il mese scorso. Altri 5,6 milioni di tagli - è il piano presentato mercoledì dall’assessore Marta Dalmaso ai sindacati della scuola - questa volta concentrati su scuole materne, personale Ata e insegnanti della formazione professionale.

Il totale - calcola Pietro Di Fiore, segretario della Uil Scuola - fa 14 milioni tutti sulla spesa corrente. In due anni, visto che nel secondo caso la scure si abbatterebbe sui bilanci per l’anno 2014. «Siamo allo stillicidio», tuona Di Fiore, «perché l’assessore non ci ha detto da subito, quando è stato fatto l’accordo a marzo sul personale insegnante, cosa ci attendeva?». Lo stesso concetto che ieri sul nostro giornale aveva rimarcato Gloria Bertoldi per la Cgil scuola: «C’è qualcosa di poco chiaro - denunciava - in questa tattica di “un pezzo alla volta”. Va fatto il punto complessivo. Capiamo la necessità di ridurre i costi ma bisogna intervenire in maniera organica se si vuole mantenere in piedi il sistema scolastico pubblico».

Sulla mancanza di un disegno insistono anche Di Fiore e Silvia Bertola della Uil: «La Provincia continua a trovare risorse, 10 milioni solo due settimane fa, per le scuole paritarie e per scuole sottodimensionate nei piccoli e piccolissimi paesini. Si abbia il coraggio di dire che non sono più sostenibili, anche a costo di scatenare la rivolta di alcuni sindaci». «Si presenti un quadro organico di riduzione dei servizi e non si scarichi sui lavoratori l’intero peso dei tagli». «Quando dalla Provincia ricordano che gli investimenti nel settore da noi sono molto più alti che nel resto del Paese, va ricordato anche che il Trentino ha più risorse e dunque più possibilità. Ma nel comparto scuola - prosegue il sindacalista - sul totale della spesa la gran parte se ne va per il personale».













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