Rovereto

Pd nella bufera, si dimette il segretario Pallanch

Lascia la guida del partito per questioni economiche (il costo delle due sedi) e per conflitti interni


di Michele Stinghen


ROVERETO. Roberto Pallanch si è dimesso da segretario del Pd di Rovereto: «C’è una nube tossica che ci impedisce di respirare, e conflitti che sfociano in questioni personali insanabili: basta». Eletto segretario poco più di un anno fa, Roberto Pallanch ha consegnato le sue dimissioni ieri sera al direttivo del partito, per i democratici a Rovereto ora si apre una fase di incertezza, che potrebbe sfociare in un commissariamento, a meno che il direttivo non nomini un sostituto.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata una questione economica, ovvero le due sedi del partito, che costano, ma alla radice c'è ben altro. Il Pd a Rovereto ha due sedi, quella storica di via Tartarotti (per la quale il partito paga l'affitto alla Fondazione Ds) e la ex sede della Margherita in via Bezzi, inutilizzata. Per contenere i costi il segretario Pallanch aveva un'idea - dare in affitto via Bezzi e affidare la gestione di via Tartarotti all'Arci, riservandosi l'utilizzo. Questo ha acceso uno scontro, ma i problemi sono ben altri, e tutti interni. Nel partito persistono forti divisioni interne, c'è una cesura con il gruppo consigliare, ed è difficile il rapporto con il predecessore di Pallanch, Fabiano Lorandi, che si era pubblicamente esposto a favore del no al referendum costituzionale, apertamente contro la linea principale del partito.

E in tutto questo, essere all'opposizione, per un partito di governo, certo non aiuta. «Per me è una sconfitta - dice Pallanch - avevo accettato l'incarico per rimettere in piedi il partito, e invece è rimasto tutto uguale, con le stesse dinamiche, le stesse divisioni, e si fatica ad allargare ad altri. Io, come segretario, faccio da parafulmine e sono attaccato su tutto, mi sono sentito dare dell'inetto. Sono stufo di ingoiare rospi, non ci sono le condizioni per andare avanti».

E i rospi, per Pallanch, sono stati tanti. «Per me è stato un dolore vedere Luisa Filippi tenere le conferenze stampa con le altre opposizioni di centro destra. É stato un dolore vedere il direttivo dimezzarsi in un anno», racconta Pallanch. Il rapporto con il gruppo consigliare è uno dei problemi, e non solo per la linea di Filippi. Ne ha anche per l'ex sindaco Andrea Miorandi: «Le (poche) presenze in consiglio parlano da sole. In sede non l'ho mai visto», dice Pallanch.

Il rapporto coi Civici, tanto dibattuto a livello provinciale, un altro capitolo. «Da Trento ci dicono di allearci, il giorno dopo esce Filippi che dice che bisogna far loro la guerra... Non ci sono le condizioni per discuterne serenamente. Io non demonizzo nessuno, finché rientra nei valori del centrosinistra autonomista». Ma, prima di parlare coi civici, bisognerebbe parlare al proprio interno. Il Pd ricade vittima degli asti che da tempo segnano il mondo della sinistra a Rovereto.













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